UEFA, dettagli e novità dopo l’uscita dell’Inter dal settlement agreement

Tre club escono dal settlement agreement

Uefa, l'Inter è fuori dal settlement agreement: raggiunti gli obiettivi concordati

Insieme all'Inter, anche Astana e Besiktas non sono più monitorati dagli organi Uefa.

Dalle stanze dei bottoni di Nyon arrivano buone notizie per i nerazzurri che possono considerarsi ufficialmente fuori dal regime finanziario ristretto voluto dall'Uefa a seguito dalle violazioni del Fair Play Finanziario.

L'UEFA ha annunciato poco fa che l'Inter, dopo quattro anni di pena, è finalmente fuori dal settlement agreement.

"Questo dimostra la solidità della società, la crescita del Club e il rafforzamento della sua posizione finanziaria nel corso degli ultimi anni, supportata da un approccio che è stato di totale adempimento alle regole imposte".

Considerato che i club nerazzurro ha chiuso sia l'esercizio 2016-2017 sia l'esercizio 2017-2018 con un pareggio di bilancio in termini di regolamento Uefa, sulla carta la dirigenza nerazzurra potrebbe caricare sul bilancio 2018-2019 maggiori spese (tra le quali anche le cifre della buonuscita di Spalletti), chiudendo l'esercizio con un deficit. Come annunciato poco fa (vedi articolo) i nerazzurri hanno rispettato le direttive ed escono da tutte le restrizioni, avendo raggiunto gli obiettivi che erano stati stabiliti l'8 maggio 2015 (vedi dettagli), formalmente sotto la proprietà di Erick Thohir ma per un forte passivo di bilancio eredità dell'ultima parte di gestione di Massimo Moratti. Da ora il fair play finanziario non è più un "nemico" per l'Inter, ma una situazione che i nerazzurri condividono con tutte le altre società che partecipano alle competizioni UEFA.

"La camera d'inchiesta del CFCB ha deciso di trasferire il caso del Trabzonspor AŞ alla CFJB Adjudicatory Chamber in quanto il club ha violato il suo accordo transattivo firmato nel maggio 2016".

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