Trump, non saremo più salvadanaio tutti

La Cina annuncia dazi per 60 miliardi sulle merci Usa

Dazi Usa-Cina, Pechino alza tasse sui beni americani per 60 miliardi. Giù i titoli di Boeing e Apple. Trump: “Peggio per voi”

"L'unico problema - scrive ancora Trump - è che sanno che vincerò (i migliori numeri su economia e occupazione nella storia degli Stati Uniti, e molto altro), e l'accordo sarà molto peggio per loro se sarà negoziato nel mio secondo mandato". La scelta di Washington di aumentare le tasse sull'import cinese, dicono da Pechino, è "in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l'aspettativa generale della comunità internazionale". A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, "la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti". La decisione è stata presa dalla Commissione sulle tariffe doganali del Consiglio di Stato, dopo la nuova mossa americana. Sebbene nel provvedimento rientrino principalmente frutta, verdura e prodotti di origine animale che provengono dal Midwest, anche le società della Silicon Valley sono particolarmente esposte a questa guerra. Poi ha aggiunto: "Avevate un grande accordo, quasi completato, e avete fatto marcia indietro".

Nella serata americana (prima mattina in Italia), Trump aveva anche difeso la sua decisione di imporre nuovi dazi: "Abbiamo tenuto esattamente la posizione che dovevamo avere". Il presidente torna poi a difendere la sua interpretazione dell'imposizione dei dazi come un peso che ricadrà sui cinesi e non sui rivenditori ed consumatori Usa: "Noi avremo decine di miliardi di dazi dalla Cina, i rivenditori potranno produrre i prodotti negli Usa (ideale) o acquistarli da Paesi che non hanno i dazi". Inoltre, la ricetta di Trump prevede che, per andare in aiuto degli agricoltori Usa che stanno perdendo le esportazioni, che "noi spenderemo i soldi (la stessa quantità o di più) che la Cina non può spendere con i nostri grandi agricoltori patrioti, che è una piccola percentuale del totale incassato con i dazi, e distribuiremo il cibo alle popolazioni che muoiono di fame in tutto il mondo".

Nonostante le minacce di Trump la Cina ha optato per le ritorsioni commerciali dopo che venerdì gli Usa avevano alzato al 25% dal 10% i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.

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