Salvini vuole chiudere i negozi di cannabis legale

Cannabis, Salvini annuncia:

«Chiuderemo tutti i negozi che vendono cannabis light»

Italia compresa: la Legge 242/2016 ha aperto al business della canapa depotenziata.

Dopo le dichiarazioni di ieri del ministro Salvini che, a gran voce, ha dichiarato guerra a tutti i negozi che vendono canapa considerati "un incentivo all'uso e allo spaccio di droga" giurando che presto saranno tutti chiusi, si è passati in maniera incredibilmente veloce dalle parole ai fatti. Non si può di fatto legalizzare questi prodotti senza che vi sia una legge in merito.

Pignataro è da tempo il dirigente di polizia più ostile alla cannabis light e in passato aveva già ordinato la chiusura di alcuni negozi che la vendevano, anche se le sue ordinanze fino ad ora sono sempre state cancellate dalla magistratura. E comunque, a giudizio di Pignataro, "la cannabis legale non esiste e il limite di Thc di 0,5 è ingannevole". "Sono felice - ha aggiunto - perché qui nelle Marche verranno chiusi tre cannabis shop, uno andrò a visitarlo oggi pomeriggio a Porto Recanati".

Di Maio: bene la lotta alla droga, ma. anche alla mafiaSulla questione, dai microfoni di "Radio anch'io" su Radio Uno, è intervenuto pure l'altro vicepremier (e leader del Movimento 5 Stelle), Luigi Di Maio: "Dire di essere contro la droga è come dire di essere per la pace nel mondo, siamo tutti d'accordo". Anche il festival della Canapa, in programma a Torino, ha risentito di questo clima decisamente ostile ed è stato annullato.

I numeri di Aical e Coldiretti Quanto muove, in termini economici, la cannabis legale? Per il ministro, i 'cannabis shop' che si trovano attualmente in Italia "rappresentano esempi di diseducazione" per i giovani.

Un business (potenziale) da 400 milioni Cifre che, in questo caso, non si allontanano molto da quelle elaborate da Davide Fortin, economista dell'Università Sorbona di Parigi e ricercatore associato del Marijuana Policy Group, in queste settimane impegnato a un sondaggio online sui modelli di consumo di cannabis light. Condizionale obbligatorio perché, secondo lo studioso, "l'opacità legislativa scoraggia l'incontro tra domanda e offerta".

La conta, riportata dall'agenzia Radiocor sulla base dei dati del Consorzio nazionale per la tutela della canapa industriale, ha portato il direttore generale del consorzio, Stefano Zanda, a sottolineare che "il comparto della canapa industriale non ha nulla a che vedere con gli stupefacenti, o con gli aspetti ludici della cannabis".

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