Tria, aumento Iva per ora confermato - Ultima Ora

Arriva aumento Iva

Tria: «Aumento dell’Iva confermato in assenza di misure alternative»

Confermata anche la vaga intenzione di una tassa piatta: "La legge di Bilancio per il prossimo anno continuerà il processo di riforma dell'imposta sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale sistemazione del sistema fiscale per alleggerire il carico sui ceti medi". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria, in audizione sul Documento di Economia e Finanza in commissione Bilancio al Senato, aggiungendo che "lo scenario tendenziale del Def incorpora i rialzi dell'Iva e delle accise". Serve la volontà politica. "Fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento". "Finché il M5s sarà al governo non ci sarà nessun aumento dell'Iva, al contrario".

DEBITO - "Nel Def delineiamo un percorso che comporta la piena sostenibilità del debito", ha detto il ministro, non siamo davanti a variabili che indicano un andamento con "una crescita esplosiva" ma che "indicano una sua riduzione". "La legislazione fiscale vigente viene confermata in attesa di stabilire interventi alternativi", che potrebbero essere inseriti proprio nella prossima legge di Bilancio".

Tria si è detto convinto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano ancora troppo alti per i nostri fondamentali, ma per far scendere lo spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio". Questo "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione". Tria cita flat tax per i professionisti, reddito di cittadinanza e quota 100 come elementi che "contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e il Pil già nel 2019". "I canali attraverso cui agiscono - continua il ministro - sono l'aumento del reddito disponibile sulle famiglie meno abbienti, che stimolerà i consumi, e, in secondo luogo, l'alleggerimento della pressione fiscale su imprenditori e professionisti, che stimolerà investimenti e occupazione".

La crescita e i conti pubblici "Le tendenze dei primi due mesi mostrano dati incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo e ha segnato due incrementi rilevanti a gennaio e febbraio con l'indice destagionalizzato superiore dell'1,3% al livello medio del periodo precedente", ha ricordato Tria ripercorrendo i dati Istat. Perché l'Italia riduca il gap con i partner europei però "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività", conclude Tria.

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