Libia, il presidente Fayez al-Sarraj avverte: "800mila migranti pronti a invadere l’Italia"

Libia Sarraj Niente cessate il fuoco Haftar si ritiri. Già centinaia i morti

La situazione in Libia sta peggiorando

"Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili", ha proseguito facendo riferimento agli scontri delle forze del Gna con quelle del maresciallo Khalifa Haftar, che il 4 aprile hanno lanciato l'offensiva su Tripoli. La risposta non si è fatta attendere con il lancio di cinque missili Grad sul quartiere di Abu Slim: un missile ha centrato un'abitazione, causando almeno tre feriti. Stando a prime testimonianze i morti sarebbero almeno 10 e circa 35 i feriti.

Dal canto loro, le forze di Haftar hanno reso noto, attraverso le parole del generale Ahmed al-Mismari, citato dal quotidiano Al Wasat, che "le nostre unità occupano adesso nuove posizioni nel perimetro della capitale Tripoli e avanzano verso altre posizioni".

"Quando parlo di ogni città libica intendo anche la Cirenaica", ha sottolineato l'alto responsabile militare. Lo sostiene il premier libico Fayez al-Serraj, aggiungendo che in questo alto numero di persone ci sono anche "criminali e soprattutto jihadisti legati a Isis".

Si aggrava dunque il bilancio delle vittime.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sisi, in occasione di un incontro a Il Cairo con il generale Khalifa Haftar ha confermato nuovamente il suo sostegno "agli sforzi della lotta contro il terrorismo e le milizie estremiste in Libia".

"Siamo molto preoccupati per la crisi libica, abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre al rischio dell'arrivo di foreign fighters sul nostro territorio".

Scene di ordinaria guerra civile in Libia.

Il Consiglio presidenziale libico guidato da Fayez al Sarraj ha dato ordine di liberare tutti i prigionieri minorenni catturati dall'inizio dell'offensiva contro Tripoli.

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