Reddito di cittadinanza, arrivano le card per erogarlo: quando verranno consegnate

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Reddito cittadinanza, carta pronta al 25 aprile per 480 mila cittadini

Per sapere se la propria istanza è stata respinta, bisogna accedere con PIN INPS dispositivo o SPID ai servizi online dell'istituo di previdenza: nella sezione "Reddito di Cittadinanza", si troverà l'aggiornamento sullo status della pratica. Sono le novità operative dell'atteso sussidio di cui ci informa il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, un presidente "amico" della maggioranza di governo (il predecessore Boeri era stato ripetutamente invitato "a candidarsi alle elezioni" quale risposta standard ai suoi numerosi rilievi e attacchi).

L'intervista a Tridico (Inps): "Una domanda su quattro respinta".

Il commissario e presidente designato dell'Inps Pasquale Tridico, ex consigliere economico del leader M5S, vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, fa un primo bilancio del reddito di cittadinanza. "Al 12 aprile sono state elaborate circa 640 mila domande, tutte lavorate nella direzione centrale: una grande performance". Il tasso di accoglimento è del 75%.

Gli assegni che saranno erogati avranno un importo compreso, in base ai casi, fra i 520 e i 1.380 euro mensili. Il massimo sarà invece di 1.380 euro al mese. "Considerando che le risorse per il Rdc sono molto superiori al poverty gap stimato in 4,9 miliardi e che l'assegno contribuirà a ridurre l'indice di disuguaglianza, lo considero un grande risultato".

Il modello si può compilare contestualmente alla domanda tramite CAF o sul sito Redditodicittadinanza.gov.it. Chi invece ha presentato la domanda tramite Poste (barrando la casella E nel modello) deve presentarlo tramite CAF: in assenza di questo modello la domanda non viene lavorata.

Tanto che Tridico ha ricordato come, "solo nei primi venti giorni", siano state già presentate un buon numero di domande per il reddito di cittadinanza, corrispondente al 64% di quelle previste per raggiungere questa soglia di 1,2 milioni di famiglie. Da studioso dico che esso andrà valutato per quante persone sottrarrà alla povertà e non solo per quante ne collocherà al lavoro. Sulle ipotesi di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario, afferma: "Non è il presidente Inps a dettare l'agenda politica".

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