Brexit, oggi voto su no-deal. Ecco i possibili scenari

Brexit, May sconfitta di nuovo: respinto l'accordo con la Ue. «Domani il voto per il...

Brexit, bocciato di nuovo l’accordo portato in Parlamento da Theresa May: cosa succede ora

In quella che è stata descritta da BBC come "una serata piena di tensione e colpi di scena", il governo May è stato battuto più volte sulla sua proposta relativa al "no deal", cioè l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea senza accordo, scenario considerato potenzialmente catastrofico. A quel punto May ha promesso (ed è scritto nella mozione) che chiederà allo stesso consiglio europeo un rinvio lunghissimo della Brexit, circa di un anno.

Dopo il secondo voto a Westminster contro l'accordo con l'Ue, Londra guarda all'ipotesi peggiore sulla Brexit e taglia i dazi per 12 mesi su gran parte dei prodotti importati con l'incubo No deal.

Un ulteriore colpo di scena potrebbe essere la convocazione di nuove elezioni nel Regno Unito visto che il potere di Theresa May ha basi d'argilla e il Parlamento non ha i numeri per prendere una decisione. Il testo prevede che se il Parlamento approva l'accordo il governo chiederà alla Ue un rinvio al 30 giugno della data di uscita, fissata al 29 marzo. Ma non è successo solo questo: alcuni ministri hanno votato contro le indicazioni di May, sfidandone di fatto l'autorità e mostrando di nuovo quanto siano profonde le divisioni su Brexit all'interno del Partito Conservatore. E quell'accordo era, per la premier, "l'unica intesa possibile".

"La seconda è che se ci saranno delle aziende inglesi o che sono in Inghilterra e che vogliono andar via, noi dobbiamo essere in grado di attrarre anche in territori del Sud dove, se investiamo nelle infrastrutture e se ne devono fare tante, attrarremo gli investimenti". Queste sarebbero delle misure temporanee in attesa che il Regno Unito e l'Unione europea non trovino un accordo commerciale permanente (il tempo stimato varia dai due ai cinque anni). La mozione fissa la data del 20 marzo come termine massimo entro il quale si terrà un terzo voto di ratifica dell'accordo sulla Brexit. Revocare l'articolo 50 (la disposizione del Trattato sull'Unione europea che permette a uno stato membro di uscire dall'Ue) "un tradimento" dell'elettorato e della democrazia.

Con un filo di voce resa roca dalla tosse, la May ha ammesso che esiste una "chiara maggioranza contro l'uscita senza un accordo" ma, tra gli schiamazzi, ha ribadito che "la posizione di default legale rimane quella secondo cui il Regno Unito lascerà la Ue senza accordo a meno che non venga votato un accordo", andando contro l'indicazione appena espressa dal Parlamento. Tra pochi minuti, infatti, i deputati si esprimeranno sull'ipotesi di un divorzio senza accordo, il temutissimo No deal che non piace a nessuno.

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