Consiglio d'Europa: "Libertà di stampa in Italia deteriorata nel 2018"

Libertà di stampa, Consiglio d’Europa: “Italia come Turchia, Russia e Ungheria

"Libertà di stampa a rischio in Italia, attacchi dal governo". Il rapporto del Consiglio d'Europa

Il caso italiano. L'Italia è tra i Paesi con il maggior numero di segnalazioni (13) pubblicate sulla Piattaforma nel 2018 a pari merito con la Federazione Russa.

A sostenere il deterioramento della libertà di stampa è il rapporto stilato dalle 12 organizzazioni che gestiscono la piattaforma del Consiglio Europeo che si occupa di protezione del giornalismo e incolumità dei giornalisti.

E non basta: "Il quadro della libertà di informazione in Italia s'è significativamente deteriorato nel 2018, rispetto al 2017 si sono triplicate le violazioni segnalate". Anche ad aprile del 2018, una relazione della ong Reporters Sans Frontières, aveva evidenziato un aumento delle intimidazioni nei confronti dei reporter italiani.

10 nuove segnalazioni su misure legislative o amministrative problematiche sono state segnalate in 8 Stati membri, tra le quali: chiusura o blocco dei media tramite decreto; nuova legislazione che consente lo stop dei siti internet per motivi di sicurezza nazionale senza controllo indipendente; regole che richiedono ai media stranieri finanziati di registrarsi come "agenti stranieri"; disegno di legge che criminalizzerebbe la visualizzazione di determinati contenuti online e la pubblicazione di alcune immagini o videoclip. "I due vice primi ministri, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, esprimono regolarmente sui social media una retorica particolarmente ostile ai media e giornalisti", aggiunge il rapporto. 21 giornalisti italiani minacciati dalla mafia vivono sotto la protezione permanente della polizia e diversi sono stati intimiditi e attaccati da membri di gruppi neofascisti. La mafia e la criminalità organizzata rimangono in Italia "una delle più gravi minacce" contro i cronisti. "Di Maio ha insultato i giornalisti dopo il processo alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e ha dato inizio ad una politica per abolire i fondi pubblici alla stampa".

E saltano fuori anche i nomi dei responsabili, secondo il rapporto. Ci sono Paesi come Irlanda, Norvegia, Portogallo e Svezia, invece, che non hanno alcun caso sin dal 2015, quando fu creata la piattaforma per la protezione del giornalismo. Il numero di minacce segnalate, che arrivano fino alle minacce di morte, è raddoppiato lo scorso anno e non sono stati compiuti progressi in una serie di casi di impunità di lunga data per le uccisioni di giornalisti.

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