I partiti indipendentisti bocciano la manovra. Spagna verso le elezioni anticipate

Il premier spagnolo Pedro Sanchez

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Il Parlamento spagnolo ha rigettato la Finanziaria 2019 proposta dal governo socialista di Pedro Sanchez e apre così la strada alle elezioni anticipate con un incontro urgente dell'esecutivo già fissato per venerdì. Le elezioni anticipate si svolgeranno in una situazione di rinnovata tensione sulla Catalogna con il processo contro l'ex vice presidente del governo catalano Oriol Junqueras e altri 11 secessionisti accusati di sovversione, ribellione e malversazione per la dichiarazione d'indipendenza dell'ottobre 2017. Starà ora al premier Pedro Sanchez decidere se sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate, come reclamano Pp e Ciudadanos. Sono stati 191 i deputati dell'opposizione conservatrice e dei partiti regionali catalani a votare per le richieste di emendamento per bloccare il bilancio, mentre i voti a favore si sono fermati a 158, su un totale di 350 parlamentari. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020.

Questa maggioranza era quella che meno di un anno fa aveva permesso a Sánchez di sfiduciare il governo di Mariano Rajoy (del Partito popolare) e prendere il suo posto, ma il voto di oggi ha però mostrato che questa di fatto non c'è più: i due partiti catalani hanno infatti votato con i partiti di centrodestra contro il governo Sánchez e non sembra che ci siano i margini per ricucire la loro alleanza. Il leader socialista, lasciando l'emiciclo, non si è pronunciato al riguardo. Secondo i media, si potrebbe andare al voto già il 28 aprile o attendere le elezioni europee del 26 maggio. E ad altri piccoli partiti regionali che trovavano il bilancio troppo sbilanciato verso la Catalogna, nel tentativo di ingraziarsi i secessionisti. Il governo di Sanchez si era rifiutato di negoziare l'autodeterminazione di Catalogna, come richiesto dai partiti indipendentisti catalani. Secondo la maggior parte dei sondaggi, in caso di nuove urne potrebbe prevalere una coalizione fortemente orientata a destra con la partecipazione del partito sovranista Vox, reduce dal successo alle urne in Andalusia.

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