Allerta estinzione insetti a livello globale! A che velocità?

Ambiente: l'estinzione degli insetti

Popolazione insetti verso estinzione,natura rischia collasso - Animali

"La percentuale di specie di insetti in declino (41%) è due volte superiore a quella dei vertebrati e il tasso di estinzione delle specie locali (10%) è otto volte più alto" dice il testo che ricorda come gli insetti sono "di vitale importanza per gli ecosistemi planetari": "un evento del genere non può essere ignorato e dovrebbe spingere ad agire per evitare un crollo catastrofico" dicono gli autori della ricerca pubblicata sulla rivista Biological Conservation.

"Se questa fonte di cibo viene portata via, tutti questi animali moriranno di fame" - ha sottolineato Sa'nchez-Bayo.

La ricerca indica che negli ecosistemi terrestri, i lepidotteri, gli imenotteri e gli scarabei stercorari sembrano essere i più colpiti.

Se la tendenza non si inverte entro il 2119 sulla Terra potrebbe non essere più abitata da alcuna specie di insetti, insomma.

Fra le cause principali di declino delle specie, troviamo la perdita dell'habitat e la conversione all'agricoltura intensiva e all'urbanizzazione. Ad esempio, il numero di specie di farfalle è diminuito del 58% su terreni coltivati in Inghilterra tra il 2000 e il 2009. Cifre allarmanti anche per api, coleotteri, mosche, formiche, grilli.

Tra le altre cause del declino degli insetti, gli scienziati elencano le specie invasive e, neanche a dirlo, i cambiamenti climatici.

Un numero limitato di specie adattabili sta aumentando di numero, ma non abbastanza da superare le grandi perdite. A rischio anche falene e farfalle in Europa e negli Stati Uniti. "Se le perdite di specie non saranno fermate, ci saranno conseguenze catastrofiche sia per gli ecosistemi del pianeta che per la sopravvivenza dell'umanità", ha affermato Francisco Sánchez-Bayo, dell'Università di Sydney, in Australia, che raccolto i dati con Kris Wyckhuys dall'Academy of Agricultural Sciences di Pechino, in Cina.

Le maggiori responsabilità ricadono soprattutto sulle nuove classi di insetticidi introdotte dalla fine degli anni '90 a oggi, compresi i neonicotinoidi e il fipronil, particolarmente dannosi visto che sono molto diffusi e persistono nell'ambiente.

Non c'è soluzione, il mondo deve cambiare il modo in cui produce cibo.

Nei tropici, dove l'agricoltura industriale non ha preso completamente piede, l'aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico e' considerato un fattore significativo del declino.

"Vogliamo davvero svegliare le persone" - ha concluso Sa'nchez-Bayo.

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