Ue, tagli sulle stime del Pil italiano: troppe incertezze e pochi investimenti

L’Ue taglia le stime di crescita del Pil: ora l’Italia è ultima in Europa

Commissione Ue taglia ancora il Pil italiano (+0,2%): siamo ultimi in Europa per crescita

A dirlo è il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. "L'Italia ha bisogno di riforme strutturali profonde e un'azione decisa per ridurre il debito pubblico elevato. In altre parole, politiche responsabili che sostengano stabilità, fiducia e investimenti". L'Europa vede un'attività economica "anemica" nella prima metà dell'anno. Lo riporta l'Ansa, secondo cui il Pil 2019 si fermerà a 0,2%, dall'1,2% previsto a novembre.

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L'impatto del reddito di cittadinanza nella crescita del Pil sarà marginale e non basterà ad invertire la rotta. Per l'Ue l'economia italiana ha iniziato a perdere slancio nel 2013, con il Pil calato dello 0,2% negli ultimi tre mesi. Nell'UE invece l'inflazione dovrebbe raggiungere in media l'1,6 % quest'anno e poi salire all'1,8 % nel 2020.IncertezzeLe prospettive economiche sono caratterizzate da un elevato livello di incertezza e le proiezioni sono soggette al rischio di revisione al ribasso.

L'incertezza ha penalizzato gli investimenti mentre non tra gli addetti ai lavori permane scetticismo sul fatto che le misure bandiera dei due partiti di governo - l'introduzione di un sussidio per favorire il rientro sul mercato del lavoro delle fasce più deboli della popolazione e l'apertura di una finestra per consentire l'accesso anticipato alla pensione - siano in grado di dare sostegno alla crescita. Il Belpaese, secondo l'Ue si piazza ultima tra gli Stati membri con un secco 0,2.

Un taglio netto delle stime di crescita dell'Italia e un ridimensionamento delle previsioni sul Pil dell'Eurozona.

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