Amazon, Bezos denuncia tentativo di estorsione

Jeff Bezos

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E' inevitabile che certe persone potenti che sono oggetto della copertura del giornale pensino che io sono un loro nemico. Del quale fa anche il nome: si tratta del National Enquirer, testata scandalistica sotto il controllo dell'American media inc. De Becker ha menzionato una recente intervista al Daily Beast affermando che "forti prove puntano a motivazioni politiche" e che la sua attenzione è stata attirata dal fratello di Lauren Sanchez, che è un forte sostenitore del presidente Donald Trump, con importanti entrature nella sua cerchia interna, come possibile mandante della fuoriuscita dei messaggi. Così, nel post, intitolato "No grazie, signor Pecker", Bezos ha accusato il direttore David Pecker, un amico, confidente di lunga data e alleato di Trump, di averlo minacciato di pubblicare messaggi di testo e foto. Ma la vicenda rischia di acuire lo scontro con la Casa Bianca, dopo che Trump nei mesi scorsi ha minacciato più volte di cambiare le regole per far pagare di più Amazon e ha attaccato il suo fondatore arrivando a ribattezzarlo 'Jeff Bozo', come il noto clown Bozo. "Gli ho detto di dare massima priorità a questa indagine e di usare tutte le risorse e il denaro necessario a scoprire la verità".

Il numero uno di Amazon denuncia come il tabloid abbia chiesto di dichiarare "il falso sulla stampa", ovvero di non avere elementi per dire che lo scoop del National Enquirer nasconda motivazioni politiche.

Bezos ha quindi pubblicato integralmente le email inviate a de Becker dai responsabili della Ami, quelle da cui emerge il tentativo di ricatto. Howard diceva di avere materiale parecchio compromettente, compreso una foto del pene di Bezos. "Preferisco alzarmi in piedi, rovesciare questo tronco e vedere quali vermi ne strisciano fuori". Il giornale lavora secondo quello che è stato definito da un suo ex collaboratore "catch&kill", cattura e uccidi. Uno di questi riguarda una donna che dice di aver avuto una relazione con Trump. Cohen è stato condannato a tre anni di carcere per deviazione di fondi elettorali e uso illecito degli stessi, e ha anche ammesso che Trump aveva partecipato a progettare il piano per insabbiare la storia della Playmate.

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Bezos prende di mira la cooperazione tra AMI e Trump ma anche le connessioni tra AMI e il Governo saudita, nel mirino per l'assassinio dell'editorialista del Washington Post, Jamal Khashoggi, episodio su cui il giornale di Bezos indaga.

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