Parlamento taglio del numero degli eletti: via libera dal Senato

Taglio numero parlamentari, il Senato approva il ddl: contrari PD e LeU

Taglio parlamentari, arriva il primo sì

Uno dei pilastri, oltre che al reddito di cittadinanza e alla riduzione degli stipendi dei parlamentari, del Movimento 5 Stelle.

Contrari il Pd, Leu, e il gruppo delle Autonomie.

Via libera dal Senato al disegno di legge della maggioranza di riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori, da 315 a 200. "Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura", esulta su Facebook, Luigi Di Maio.

Arriva il primo sì in Senato alla riforma costituzionale che riduce il numero dei senatori e dei deputati.

"Evviva! approvato il tagliapoltrone in Senato!". "Il numero minimo dei senatori costituzionalmente garantiti non sarà intaccato - argomenta il portavoce pentastellato - nonostante certa stampa abbia provato a far passare che, a seguito della riforma, il Molise avrebbe perso un senatore rispetto ai due previsti dalla Costituzione". Sul fronte della maggioranza, il ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro ha più volte rivendicato, nel corso della giornata, la bontà della riforma, prima augurandosi "consenso delle altre forze politiche per approvare all'unanimità una riforma invocata a gran voce dai cittadini", quindi replicando direttamente al Pd con una nota in cui chiede di non "creare inutili diversivi" perché "il superamento del bicameralismo è stato già bocciato dai cittadini tramite referendum". Il taglio del numero dei parlamentari significa non solo un parlamento più spedito, efficiente, meno burocratico ma anche meno costoso.

"Non da ultimo, risparmieremo 500 milioni di euro a legislatura, ben 300mila euro al giorno: risorse che saranno sottratte ai costi della politica e potranno essere impiegate per la collettività. Collegatevi che festeggiamo insieme!".

Maurizio Martina del Pd scrive su Twitter: "Sulle riforme noi rilanciamo". In questi sono contenute delle modifiche che vogliono sostanzialmente che il Senato sia eletto su base regionale e in modo proporzionale e che le due camere abbiano delle differenze di funzioni. I dem avevano presentato un emendamento che legava il taglio dei parlamentari alla trasformazione del Senato in una Camera delle Autonomie, ma la proposta è stata dichiarata inammissibile dal presidente Elisabetta Casellati.

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