Ubi, nel 2018 erogati nelle Marche 736 milioni di euro

Ubi, Massiah:

Ubi diventa la banca dei distretti orafi sfruttando l'esperienza dei dipendenti aretini ex Etruria

"Non abbiamo alcun progetto di vendita della nostra piattaforma di recupero crediti - rileva Massiah - ritengo che il nostro management in quel settore sia uno dei migliori in assoluto in Italia, ritengo che le nostre soluzioni siano estremamente efficaci, il tasso di recupero è estremamente elevato, quindi sono molto contento di essere riusciti ad arrivare a questo tipo di dimensioni molto ridotte (dello stock NPL, ndr) attraverso un mix importante, che ha visto sì anche l'utilizzo opportunistico della first time adoption e delle GACS, ma che sostanzialmente si basa su una piattaforma interna che resterà una pietra angolare della nostra strategia".

Nel solo quarto trimestre l'utile netto è stato di 41,8 milioni (215,1 milioni l'utile netto contabile).

L'esposizione del gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO2 è pari a 12,5 miliardi di euro nominali. Al 31 dicembre 2018, la raccolta diretta del Gruppo ammonta a 92,2 miliardi, in riduzione rispetto ai 94 del settembre 2018.

Proposto un dividendo di 0,12 euro. Il dividendo, se deliberato dai soci nella misura proposta, sarà messo in pagamento con data di stacco e data di pagamento rispettivamente il 20 e 22 maggio 2019. Tuttavia, ha avvertito il consigliere delegato Victor Massiah (nella foto), "il differente scenario che si è creato per il 2019, tassi ancora negativi e spread che è il doppio di quello che era stato previsto nel piano industriale attuale, ci porta a consigliare, a raccomandare, nel passaggio di testimone al nuovo Consiglio, la produzione di un nuovo piano industriale".

Oneri operativi e qualità del credito sono attesi invece in miglioramento e in significativo anticipo rispetto ai target di Piano Industriale. Disaggregando il dato, i crediti netti in bonis risultano sostanzialmente stabili, attestandosi a 83 miliardi dagli 83,2 di fine settembre 2018 e dagli 83,5 miliardi di fine 2017, mentre i crediti deteriorati netti risultano in contrazione a 5,98 miliardi dai 6,37 del 30 settembre 2018 (-6,2%) e dai 7,45 miliardi di fine 2017 (-19,8%).

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