Cara di Mineo, primi 50 ospiti si trasferiscono domani

Cara di Mineo verso la chiusura: al via oggi lo sgombero

Cara di Mineo, oggi scattano i primi trasferimenti. Direttore: «Andranno tutti in strutture più piccole»

Ora Salvini parla di "errore" e vorrebbe chiuderlo entro 2019. Sono andati in centri del Ragusano, Siracusano e Trapanese. Nel 2016 il segretario della Lega si augurava non solo che fosse chiuso ma anche raso al suolo, arrivando nel maggio 2017 a dormirci all'interno con tanto di social-reportage. Una folla di migranti si è radunata dentro il Cara, al momento non c'è tensione e le procedure proseguono con tranquillità.

Altri cinquanta ospiti partiranno il 17 febbraio e altrettanti dopo dieci giorni. Da oggi scende sotto la soglia di 1.200 persone, prevista dall'accordo di salvaguardia, che permette ai gestori e al governo di potere rescindere il contratto senza pagare penali. "La Cgil ha chiesto quindi un incontro al ministro dello Sviluppo Economico affinché, coinvolgendo le parti sociali, venga gestita nel migliore dei modi la fine del sistema di accoglienza per tutto il territorio Calatino". "Siamo italiani come gli altri, più degli altri perché - conclude Mistretta - abbiamo fatto il nostro dovere in silenzio". Una richiesta finalmente accolta: l'incontro dovrebbe esserci lunedì prossimo, 11 febbraio. L'auspicio è che prevalga il buonsenso e che sia data la possibilità a un territorio devastato e martoriato di ripartire. Il ministro Matteo Salvini ha annunciato la chiusura del Cara entro dicembre di quest'anno.

Attualmente nel Cara di Mineo sono ospitati 1.186 richiedenti asilo, 15 titolari di protezione internazionale, 94 titolari di permesso umanitario e 8 richiedenti asilo per i quali è stata attivata la procedura Dublino. A 8 anni dalla sua apertura, cessata, per ovvie ragioni, la campagna mediatica dell'albergo a cinque stelle per richiedenti asilo, il Cara di Mineo rimbalza sulla cronaca nazionale solamente per fatti di cronaca nera.

Proprio nel giorno dello sgombero del Cara di Mineo la commissione per i diritti umani del Consiglio d'Europa invia una lettera al premier Conte: "Siamo molto preoccupati - riporta il sito di Repubblica - per le possibili ripercussioni del decreto sicurezza sul diritto di accesso all'accoglienza e ai servizi essenziali". "Contentissimo sono, se chiude gli faccio un grande regalo a Salvini e gli dico grazie".

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