Inter, Spalletti: "A Parma per dimostrare il nostro valore"

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"La squadra lavora sempre alla stessa maniera, nel senso che ci sono cose che vanno ripetute e fatte sempre ed altre modificate e migliorate". "In partite come questa bisogna andare oltre la conoscenza tattica e la tecnica, serve anche un po' di cuore, che è quello che poi riesce a far sempre la differenza - ha proseguito - Bisogna andare a tirare in ballo l'umiltà e l'orgoglio per la maglia che vestiamo e bisogna farlo assumendoci le nostre responsabilità". Bisogna lavorare più sulla testa. Dobbiamo lavorare sulla testa di tutti, alcuni particolari e situazioni hanno peggiorato la nostra perfomance degli ultimi periodi: "infortuni e squalifiche su tutte". A dare una mano importante potrebbe provvedere Mauro Icardi che ha smarrito la retta via del gol.

Il talento e il calciatore forte vengono fuori con il lavoro della squadra. Ci sono cose che è urgente migliorare: "noi dobbiamo lottare su ogni pallone perché le partite se ci arrivi con la giusta forza mentale le puoi vincere tutte, le partite le vinci se arrivi all'80-90% del tuo rendimento, perché al 70% ci arrivano tutti".

Sono 21 i giocatori convocari da Luciano Spalletti in vista della partita che domani sera, alle ore 20.30, vedrà impegnata l'Inter contro il Parma allo stadio Tardini. Abbiamo tirato di più porta in questo periodo che in passato, ma non sfruttiamo come dovremmo quello che riusciamo a creare. Da un momento così se ne esce con il lavoro, analizzando velocemente, con onestà e lucidità, quello che dobbiamo fare e pigiare forte in direzione delle scelte che facciamo.

"Giuseppe Marotta, quando dice che l'ultimo allenatore l'ha esonerato vent'anni fa, non è realista ma molto concreto". Chiusura sull'infermeria: "Keita non è a disposizione, lo sarà dall'Europa League, mentre Borja Valero va valutato perché persiste un'infiammazione che sembrava più leggera". Sarà in campo dal primo minuto Nainggolan che Spalletti ha visto un po' meglio contro il Bologna e ancora meglio negli ultimi allenamenti.

"Milano? Diciamo che un po' la conoscevo già, in Inghilterra Graziano Pellè mi ha presentato tanti ragazzi milanesi che vivevano a Londra, penso che noi portoghesi siamo molto simili a voi".

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