Il cervello delle donne è più "giovanile"

Credit Neuroscience e Biobehavioral Reviews

Il cervello femminile è, a parità di età, di tre anni più giovane di quello maschile

Una precisazione tecnica è infatti d'obbligo: "Non è che i cervelli maschili invecchiano più velocemente di quelli femminili", puntualizza lo scienziato. Secondo gli autori, il dato potrebbe spiegare perche', invecchiando, lei rimane mentalmente piu' attiva di lui.

Per arrivare a tale evidenza i ricercatori hanno sottoposto un campione di oltre 200 persone a un esame PET, seguito da una serie di calcoli di intelligenza artificiale. Con il passare degli anni, come è risaputo, la quota di zuccheri metabolizzata a livello cerebrale diminuisce: il processo è chiamato glicolisi aerobica. Dopo aver determinato quanto zucchero veniva consumato dal cervello di ogni partecipante attraverso la PET, gli scienziati hanno addestrato un algoritmo (con l'apprendimento automatico) in grado di determinare un'associazione tra età del partecipante e metabolismo cerebrale.

Che le donne invecchiassero "più lentamente" degli uomini si sospettava da tempo, ma ora arriva la conferma scientifica.

Proprio sfruttando un algoritmo allenato a mettere in relazione l'età e il metabolismo cerebrale, gli studiosi hanno scoperto che nelle donne l'età media del cervello era di 3,8 anni inferiore rispetto a quella anagrafica. "Analizzare il metabolismo del cervello potrebbe aiutarci a capire alcune delle differenze che appaiono tra uomini e donne quando si invecchia".

Dai risultati è emerso che il cervello delle donne è in media di 3 anni più giovane di quello degli uomini e non solo: il cervello femminile sarebbe anche più attivo nel riconoscere ed elaborare le emozioni degli altri. E benché non sia paragonabile quella che si registra per altri parametri come l'altezza, è comunque "più forte rispetto a molte altre differenze segnalate" fra i due generi. Non sappiamo ancora il significato di questa scoperta, ma penso che potrebbe essere il motivo per cui le donne sono meno suscettibili al declino cognitivo in età avanzata: "il loro cervello è effettivamente più giovane", ha concluso il coordinatore della ricerca. Il punto è che "entrano nell'età adulta circa 3 anni più vecchi e questo 'gap' persiste per tutta la vita". I ricercatori stanno monitorando una coorte di adulti nel tempo, per verificare se effettivamente chi ha un cervello metabolicamente più giovane ha meno probabilità di sviluppare problemi cognitivi.

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