Michael Jackson, un documentario lo accusa di abusi sessuali su due bimbi

Michael Jackson

‘Leaving Neverland’, il documentario che accusa Michael Jackson di abusi sessuali debutterà al Sundance

Michael Jackson è probabilmente una delle figure più importanti della storia della musica pop mondiale.

Il 25 gennaio al Sundance Film Festival verrà proiettato "Leaving Neverland" lo scioccante documentario di Dan Reed circa i presunti abusi sessuali compiuti dal Re del Pop, Michael Jackson, ai danni di due ragazzini. Nella sinossi della pellicola si legge che Jackson avrebbe avuto un accordo con la famiglia delle due vittime e che ne avrebbe approfittato per abusare di loro.

Insieme a Leaving Neverland il Sundance presenterà The Brink, un documentario su Steve Bannon e sul tempo che ha passato lavorando per la Casa Bianca di Trump. In queste due storie separate ma parallele, i ragazzi sono stati entrambi aiutati da Jackson, che li ha invitati nel suo singolare e meraviglioso mondo, e" continua la trama "sedotti dalla fiabesca vita del cantante, affascinati dal loro rapporto con lui.

Non si è fatta attendere la risposta della famiglia Jackson, che ha letteralmente giudicato il film di Reed come "una lurida produzione che cerca in modo oltraggioso e patetico di sfruttare Michael Jackson e trarre profitto col suo nome". Questo cosiddetto 'documentario' è solo un altro rimaneggiamento di accuse datate e screditate.

Naturalmente si tratta al momento di accuse non confermate dalla polizia. Il progetto, della durata di quattro ore, si concentrerà sulle vicende che riguardano Michael Jackson e le accuse di violenze su minori che a un certo punto emersero nel corso della carriera del cantante. La famiglia della popstar ha inoltre ricordato come le presunte vittime del film, nella realtà testimoniarono entrambe sotto giuramento che Michael Jackson non fece mai nulla di inappropriato nei loro confronti, e che tutte le cause di risarcimento di milioni e milioni di dollari intentate negli anni successivi da Robson e Safechuck furono sempre respinte. Nel 2005 la star venne poi dichiarata innocente in tribunale.

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