Cannabis libera, M5S presenta disegno di legge

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Legalizzazione cannabis, M5s presenta un disegno di legge in Senato

Il ministro leghista della Famiglia, Lorenzo Fontana, che ha anche la delega alle tossicodipendenze, non l'ha presa bene: "Le proposte sulla legalizzazione della cannabis non sono mai state concordate, non sono nel contratto né nell'agenda della Lega".

"La Direzione Nazionale Antimafia - spiega il senatore su FB - nella sua relazione annuale del 2015 diceva che dalla cancellazione del reato di produzione e vendita delle droghe leggere, che rappresenta più della metà del mercato degli stupefacenti, il risparmio generato ammonterebbe a quasi 800 milioni di euro, in seguito alle minori spese tra magistratura, carcerari e quelle relative all'ordine pubblico ed alla sicurezza". Il 91% dei campioni prelevati per uno studio ha mostrato come la maggior parte dei prodotti che si trovano sul mercato illegale è contaminato.

Inoltre, prosegue il senatore pentastellato, "in Italia, ogni anno, circa 5 milioni di persone fanno uso di hashish o marijuana, essendo illegale coltivarla a casa propria queste persone sono costrette a rivolgersi al mercato nero".

In tal modo cambierà radicalmente il modo di concepire la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati. "Paradossalmente - evidenzia il senatore - sarebbe ancora più sicuro se fosse consentito l'uso di questa sostanza a fini alimentari o erboristici perché ovviamente le infiorescenze dovrebbero rispettare standard produttivi diversi, ancora più stringenti". Risorse economiche e finanziarie che potrebbero essere spostate al contrasto alle droghe pesanti, come cocaina, eroina e droghe sintetiche, queste sì realmente pericolose. "Un connubio perfetto, quello tra la nobile disciplina dello Hatha Yoga e i benefici del CBD: durante il corso, infatti, gli yogi si potranno cimentare in una serie di esercizi psicofisici immersi in un'atmosfera rilassante, circondati delle piante di cannabis di Hemp Embassy - spiegano gli organizzatori". E poi: "Anche in Europa, oltre all'esperienza a tutti nota di Amsterdam, recentemente anche la Spagna, ha visto la progressiva registrazione dei cosiddetti "Cannabis Club" che a differenza dei famosi "coffeeshop" di Amsterdam e ai "dispensari statunitensi" (in cui chiunque può entrare), sono accessibili solo ai propri membri del club, soci tesserati ad una legale associazione di fumatori".

Legalizzare la detenzione di cannabis entro determinate quantità (15 grammi in casa e 5 grammi all'esterno) e correggere la legge sulle infiorescenze vendute attualmente negli "shop di cannabis light" per scopo tecnico. Qui non parliamo neanche di cannabis light, che il Comitato superiore di sanità ha definito potenzialmente nociva.

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