Tav, l'Ue avverte Italia: "Se tarda, rischia di dover restituire i fondi"

Euro e dollari

La UE ha un piano per liberarsi dalla dipendenza del dollaro americano- Guardian REUTERS Dado Ruvic

Dalla Ue arriva un deciso altolà al rinvio ad aprile degli appalti per il tunnel ferroviario Tav Torino-Lione, deciso dal ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli in accordo, come ha spiegato, con la sua omologa francese Elisabeth Borne: una decisione di "congelare" l'opera confermata ieri agli imprenditori dal premier Giuseppe Conte ma che rischia di pesare sull'Italia con un conto a nove zeri.

"A causa della sua dimensione strategica per l'Europa - dice ancora il portavoce -il corridoio è cofinanziato in misura significativa dal bilancio Ue".

"Come qualsiasi altro progetto della Connecting Europe Facility, ritardi nella sua attuazione potrebbero portare a una riduzione dei finanziamenti Ue assegnati", che per la prima fase dei lavori della Tav sono 814 milioni di euro.

Prematuro, almeno per il momento, indicare cifre o ragionare sull'entità di possibili risarcimenti: "Al momento non può essere indicata una cifra, ma speriamo che questo non succeda - la precisazione del portavoce - perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante".

Questa la risposta via Twitter del ministro Toninelli che tra l'atro durante un question time al Senato ha precisato che per quanto riguardai tempi di completamento dell' analisi costi-benefici, si attendeva fra ottobre e novembre e poi è stata posticipata. Infatti, ha ricordato il portavoce, "ora il progetto vede alcuni ritardi, inclusi quelli relativi alla sospensione del processo di appalto recentemente annunciato dalle autorità italiane". "A seconda dell'evoluzione delle prossime settimane, potrebbero essere necessarie modifiche alla convenzione di sovvenzione per modificare la portata dell'azione o il suo programma nella prima parte dell'anno prossimo", aggiunge. "Non verranno sprecati soldi pubblici e, anzi, saranno utilizzati al meglio per il bene dei cittadini".

FONDI UE A RISCHIO - La Commissione Europea "non può escludere che potrebbe essere costretta a chiedere all'Italia di restituire i contributi già concessi nell'ambito della Connecting Europe Facility" per la Tav Torino-Lione, "se non saranno spesi ragionevolmente in linea con le scadenze previste dall'accordo di finanziamento, in applicazione del principio 'o si utilizza o si perde". "È un progetto importante per l'intera Ue, soprattutto nel contesto del corridoio Ten-T Mediterraneo", che attraversa un'area abitata dal 18% della popolazione dell'Unione Europea, che vale il 17% del Pil del continente.

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