Huawei: gli USA arrestano Meng Wanzhou, la Cina protesta

Il primo ministro del Pakistan avverte gli USA Il Pakistan non è un soldato. E invoca un rapporto come con la Cina

Gli Usa fanno arrestare la figlia del capo di Huawei. La Cina chiede il rilascio

Il Wall Street Journal ha riferito ad aprile che le autorità statunitensi avevano aperto un'indagine su presunte violazioni delle sanzioni iraniane da parte di Huawei. L'arresto, che risale al primo dicembre - la notizia è stata resa nota dal ministero della Giustizia canadese - è probabilmente destinato ad aumentare le tensioni tra Usa e Cina nel campo tecnologico, dopo la recente tregua sui dazi. L'arresto è avvenuto a Vancouver, in Canada, con gli USA che hanno richiesto l'estradizione, con l'udienza prevista per questo venerdì durante la quale il giudice potrebbe decidere se rilasciarla su cauzione o meno.

Huawei, uno dei più grandi produttori cinesi di telefonini, è finita nel mirino delle autorità americane per timori legati alla sicurezza: l'acquisto e l'uso di telefonini Huawei è stato vietato nelle agenzie governative.

Anche la Borsa di Zurigo - come le altre principali piazze europee - segna un forte calo: alla chiusura l'SMI è in profondo rosso, ha perso il 3,13% a 8'660.03 punti, quello allargato SPI il 3,01% a 10'128.86 punti.

All'azienda sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse e non è a conoscenza di alcun illecito da parte della signora Meng.

"Meng è per nascita e per posizione un membro della creme aziendale della Cina" e il suo arresto "verrà visto come un chiaro segnale che il Canada è pronto ad affrontare la furia della Cina nel fare la cosa giusta", ha commentato al quotidiano canadese l'ex ambasciatore canadese in Cina, David Mulroney. "Huawei rispetta tutte le leggi e le regole dei Paesi in cui opera, incluse quelle in materia di controllo delle esportazioni di Onu, Stati Uniti e Ue", ha dichiarato la compagnia. La manager 41enne, destinata a succedere al padre Ren Zhengfei, è stata arrestata su richiesta degli Usa, che intendono chiedere l'estradizione. La stessa Huawei è sospettata di pratiche di spionaggio, ma l'azienda cinese ha ha più volte respinto l'accusa.

Dura la reazione del governo di Pechino che, tramite l'ambasciatore a Ottawa, ha chiesto il "rilascio immediato" della "cittadina cinese" - questa l'espressione usata - denunciando addirittura la "violazione dei diritti umani".

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