Tav e infrastrutture. Confindustria alle Ogr: 'La nostra pazienza è quasi limite'

Torino, la carica dei 3000 imprenditori sì-Tav:' È un dovere essere qui oggi'

Tav, gli imprenditori dicono sì: «La pazienza è ormai al limite»

"Se ai segnali di rallentamento dell'economia si aggiunge il no alle infrastrutture, il rischio di avere una caduta di fiducia è grande". "Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché" ha aggiunto Boccia. "La Tav è un cantiere non un progetto e quindi occorre spingere sui cantieri, proprio per quegli investimenti pubblici a cui il governo fa riferimento per attivare la crescita" ha commentato Vincenzo Boccia, sottolineando che si parla di "un cantiere, e non un progetto". "Come ha detto il presidente Boccia, va trovato "un equilibrio tra le ragioni del consenso e le ragioni dello sviluppo". "Sì ad un Paese che sa andare oltre le proprie fragilità strutturali", spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

"Non facciamo politica ma vogliamo lanciare un messaggio politico", afferma Giorgio Merletti di Confartigianato.

E dato che Torino è diventata la piazza delle due fazioni, l'8 dicembre ci sarà anche una manifestazione No Tav, con convocazioni a mezzo pullman da tutta Italia. "Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti. L'alzata di scudi - dicono - c'è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici". È il senso del "manifesto" che oggi pomeriggio a Torino è stato sottoscritto dai presidenti delle 12 più importante confederazioni datoriali italiane. Accorse con i loro vertici nazionali, le dodici associazioni (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confagricoltura, Confapi, Ance) chiedono al governo un piano di investimenti per il Paese, a partire dalle infrastrutture, denunciando l'asfissiante ruolo della burocrazia. Tutti uniti, e tutti critici con il "Governo del no". Il messaggio è chiaro: "sì alla Tav Torino-Lione, perché le infrastrutture sono un'idea di società, includono, sono un'idea di visione del Paese, centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a est e a ovest". Una mobilitazione che è sempre più una battaglia per la crescita.

Fra gli ultimi punti: Milano-Parigi in 4 ore e mezza, stimolo alla crescita di 11,3 miliardi di euro fra 2020 e 2027, con cinquemila occupati in più l'anno.

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