Pensioni: Ocse, Italia al top della spesa per quelle di reversibilità

Novità pensioni Italia al primo posto per le spese degli assegni di reversibilit

3 dicembre 2018

Nel nostro Paese, nel 2017, la spesa dello Stato per le pensioni di reversibilità ha inciso sul Pil per il 2,5% a fronte di una media Ocse dell'1%, un dato quindi più del doppio del riferimento degli altri 35 Paesi membri dell'organizzazione.

Le pensioni di reversibilità sono importanti ma servirebbero dei correttivi per evitare che disincentivino il lavoro e avvantaggino le coppie rispetto ai single. Il risultato italiano, spiega l'Ocse, è legato anche alla bassa occupazione femminile.

L'Italia è tra i paesi che spende di più. I destinatari di una pensione ai superstiti "non dovrebbero averla prima dell'età per il ritiro".

E sono proprio le difficoltà che incontrano i pensionati nell'affrontare le spese di ogni giorno a spingere Uecoop a chiedere iniziative di tutela da parte del Governo: "Il bisogno di assistenza è in costante aumento - sottolinea Uecoop - con la popolazione over 65 che entro il 2050 sarà di 20 milioni contro i 13,5 attuali mentre i non autosufficienti diventeranno 5 milioni nei prossimi 10 anni".

I paletti delle norme previdenziali italiane Attualmente, in Italia reversibilità spetta al coniuge supersite (l'importo è pari al 60% della pensione) e ai figli se non hanno superato i 18 anni (26 se studiano all'Università).

Fra i paesi dell'Ocse, l'Italia è quello che spende di più per pensioni di reversibilità.

Non è dello stesso parere il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, che invece sostiene che gran parte di coloro che riceve la pensione di reversibilità sono cittadini e cittadine di età elevata, che hanno poco a che fare con le dinamiche del mercato del lavoro. Sono previste inoltre riduzioni dell'assegno tra il 25% e il 50% qualora il superstite abbia un reddito tre volte superiore il trattamento minimo o nel caso di reddito superiore a cinque volte il trattamento minimo. In terzo luogo, per effetto della legge Dini del 1995 l'importo delle pensioni di reversibilità in Italia è condizionato dal reddito, per cui più alto è il reddito del coniuge superstite meno questi prende per la reversibilità e il taglio è molto rilevante. Potrebbero essere previsti benefici temporanei per adattarsi alla nuova situazione. In una riforma "a bilancio neutrale" le pensioni dei single dovrebbero essere superiori a quella di uno che vive in una coppia che beneficia di una pensione ai superstiti.

Sottolineare la percentuale di donne è doveroso perché la misura è stata pensata in una realtà in cui l'occupazione femminile era bassissima e necessaria soprattutto per riconoscere a tutte quelle donne che potevano svolgere "solo" il ruolo di mamme e casalinghe una pensione senza aver versato contributi lavorativi e garantire così un'indennità per il lavoro domestico svolto nel caso di morte del coniuge che provvedeva all'economia della famiglia.

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