Batterio killer, 10mila pazienti in Veneto saranno controllati

Batterio killer: il Veneto invia lettera a 10mila pazienti a rischio

Batterio killer nei macchinari, il Veneto invia lettere a 10mila pazienti a rischio

La decisione di contattare i pazienti potenzialmente a rischio arriva dal gruppo tecnico della Regione Veneto "per la prevenzione e la gestione delle infezioni in soggetti sottoposti a intervento cardiochirurgico".

L'hanno soprannominato il batterio killer della sala operatoria, ma il suo nome scientifico è Mycobacterium chimaera, si tratta di un microrganismo molto pericoloso che ha già fatto molte vittime negli ospedali italiani. "Viene comunque data a tutti i reparti l'indicazione di collocare tali macchinari, di qualsiasi marca di fabbricazione essi siano, all'esterno della sala operatoria".

La scoperta è stata pubblicata: il Chimaera non è un micobatterio patogeno convenzionale ma un "opportunista", cioè colpisce se ne ha l'occasione, altrimenti resta nell'ambiente. I casi sono pochi perciò è difficile mettere a punto un protocollo definitivo per trattare i pazienti infetti, così com'è difficile stabilire se i decessi siano attribuibili solo al Chimaera o anche alle condizioni generali del malato. L'incubazione dura dai 3 sino ai 72 mesi, provocando una terribile patologia polmonare che risulta resistente ai trattamenti. Nelle prossime ore si scoprirà anche come stanno le diecimila persone richiamate per dei controlli proprio perché operate nell'arco temporale in cui sarebbe stato utilizzato il macchinario.

Durante le operazioni a cuore aperto, il batterio si trasmette attraverso dispositivi tecnici contaminati, i cosiddetti apparecchi per ipotermia che servono a regolare la temperatura del sangue durante l'intervento.

Nonostante ciò secondo gli esperti la probabilità di contrarre un'infezione provocata da questo temibile batterio killer è molto bassa. Tutte le categorie professionali interessate sono state informate della situazione e hanno ricevuto raccomandazioni sull'uso e la manutenzione delle macchine per l'ipotermia; è stata inoltre intensificata la sorveglianza.

In Svizzera sono state diagnosticate infezioni da Mycobacterium chimaera in sei pazienti operati a Zurigo tra il 2008 e il 2012 e in quattro pazienti operati a Basilea tra il 2013 e il 2014. Dunque a rischio sono i pazienti che hanno subito un'operazione di questo tipo.

Come si manifesta la malattia? Il gruppo di lavoro della Regione ha chiarito:"Le evidenze scientifiche suggeriscono che l'infezione dei pazienti può avvenire tramite aerosol proveniente dall'acqua dei dispositivi".

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