Conte e Tria all’attacco: dall’Ue analisi parziale del bilancio italiano

L'Ue taglia le stime del Pil Italia fanalino di coda Ue rischi per le banche

L’Ue taglia le stime del Pil, impennata del deficit: «Possibili ricadute sulle banche»

Per la Commissione Ue l'economia italiana andrà più a rilento rispetto alle stime del governo.

Dello stesso avviso il presidente del Consiglio Conte, che accusa Bruxelles di sottovalutare l'impatto della manovra sulla crescita, confermando le stime del governo.

TRIA: "ANALISI PARZIALE" - Sono numeri su cui il ministro dell'Economia Giovanni Tria non concorda: "Derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio (DPB), della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria rispondendo alle domande durante l'audizione in commissione Bilancio sulla manovra, aggiungendo che "non ha senso discuterne". Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilità delle nostre previsioni. "Ho improntato il mio ruolo di capo politico sul fatto che dall'euro non si debba più uscire e questo non solo lo garantisco come capo politico del movimento ma anche a nome del governo come vicepremier". Nel 2018 la crescita attesa è invece dell'1,1%, mentre nel 2020 dovrebbe salire all'1,3%. In tutti e tre gli anni, tuttavia, l'economia italiana resterà, secondo le previsioni, la tartaruga sia dell'Eurozona che dell'Ue, fatta eccezione per il 2020, quando supereremo di un soffio il Regno Unito, che tuttavia per allora dovrebbe essere già fuori dall'Unione. Nel 2019, è stimato al 2,9% del Pil, a un soffio dalla soglia del 3%, poiché "la spesa pubblica aumenterà in modo significativo dopo l'introduzione di un piano di reddito minimo", e ci saranno "una flessibilità più elevata per i pensionamenti anticipati e un aumento dei fondi per gli investimenti pubblici". "Il nostro obiettivo è ridurlo facendo degli interventi che ridanno diritti ai cittadini, col massimo dialogo con l'Ue e mai oltre il 2,4% di deficit che abbiamo fissato nella legge di bilancio". Il saldo strutturale è previsto al -3,5% del Pil (potenziale). Il motivo è "il deterioramento del bilancio" pubblico, unito ai "rischi al ribasso per la crescita nominale".

"Le prospettive di crescita sono soggette ad elevata incertezza e ad intensificati rischi al ribasso" e "le misure previste" dall'Italia "potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita", scrive la Commissione Ue nelle nuove stime economiche. Nell'Eurozona quest'anno verrà registrato un 2,1%, che scenderà all'1,9% nel 2019 e al 1,7% nel 2020. Tria si dice "dispiaciuto" della "défaillance tecnica della Commissione". "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati".

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