Lezioni dalle midterm: donne e periferie premiano i Democratici

I Democratici riconquistano la Camera dopo 8 anni. Ma il Senato resta ai repubblicani

Cosa cambia ora in America

La Pelosi rappresenta per i repubblicani Usa e i loro elettori l'equivalente di un bersaglio mobile si cui scaricare tutto quello che o non si potrà fare o si farà con grande difficoltà, come il muro anti-immigrazione al confine con il Messico.

Così l'esito che oggi appare scontato, non lo era affatto.

Come detto Trump in realtà non ha perso. Fino all'ostilità all'economia di mercato e agli accordi economici transnazionali dell'astro nascente Alexandria Ocasio-Cortez, latina 29enne del Bronx che ha stravinto con un programma improntato al socialismo stile Bernie Sanders, comprensivo di sanità e università gratuite per tutti. I suoi parenti in Cisgiordania hanno salutato la notizia con un misto di orgoglio e speranza che sarà in grado di sfidare l'amministrazione degli Stati Uniti, ampiamente considerata ostile ai musulmani e alla causa palestinese.

I democratici non ce l'hanno fatta a imporsi nelle sfide chiave per il Senato, in Texas e in Florida.

La seconda cosa che si nota a vista d'occhio anche a risultati non ancora definitivi, è che i democratici conquistano la Camera dei rappresentanti, strappano seggi e recuperano voti anche nelle aree della classe media e delle periferie povere dove Trump li aveva spodestati due anni fa, ma al prezzo di trasformare il partito in uno strano ircocervo dove convivono liberali e socialisti, comunitaristi e individualisti, identitari e globalisti.

Da quando si insedierà il nuovo Congresso, i Democratici avranno il potere - se lo vorranno - di iniziare la procedura di impeachment per arrivare alla rimozione di Donald Trump dalla Casa Bianca: basta un voto a maggioranza semplice della Camera, infatti, e un'accusa per una generica "colpa molto grave". Gillum era una delle star democratiche di queste elezioni. "I repubblicani sono andati oltre ogni aspettativa".

Migliaia di chilometri più a Nord, negli Stati Uniti in piena campagna elettorale, il presidente Donald Trump ha deciso di mostrare i muscoli preparando un'accoglienza molto diversa: e alla base militare dell'aeronautica americana di Tucson, in Arizona, sono già sbarcati i primi soldati della 372ma compagnia di trasporto merci, avanguardia di un rinforzo di almeno 5.000 uomini promessi da Trump per aiutare la polizia di frontiera a impedire l'ingresso ai migranti centroamericani. I Democratici hanno staccato i Repubblicani con un margine tra i più ampi nella storia, ma su scala nazionale quella che doveva essere - nelle loro intenzioni - "un'onda blu" si è rivelata alla fine una piccola increspatura. E pare che Denver Riggleman, neoeletto repubblicano nella Camera dei rappresentati dal quinto distretto della Virginia, sia un appassionato scrittore di questo tipo di storie. Anche in Florida il democratico Bill Nelson spera nell'impresa battendo per un seggio senatoriale il governatore repubblicano uscente Rick Scott.

La Casa Bianca ha così potuto trarre un sospiro di sollievo, e sentirsi incoraggiata, al termine di una campagna caratterizzata da durissime polemiche, dove Trump non ha risparmiato energie e ha sfoderato ancora una volta temi controversi a lui cari a cominciare da aggressive crociate contro l'immigrazione illegale. Il vicepresidente Mike Pence, invece, sarà nuovamente nel ticket nella sua corsa alla Casa Bianca nel 2020. Davvero si può credere che Trump sarebbe pronto a riorientare il suo governo e a scendere a compromessi con il partito che fino a ieri definiva un "partito di criminali" e che lo ha sconfitto con uno scarto di 8 punti percentuali nel voto popolare?

In California si è affermato il democratico Gavin Newsom, mentre a New York è stato confermato Andrew Cuomo.

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