Governo, gaffe di Di Maio a Shangai: "Il presidente Ping"

La Cina si autocelebra con uno uno spot e apre all'import ma l'Italia si allinea all'Europa

Il president Xi Jinping

Il vicepremier ha sbagliato a pronunciare il nome del presidente cinese, Xi Jinping, chiamandolo Ping, in un discorso da lui tenuto al forum su commercio e innovazione. Nel testo il presidente cinese viene correttamente chiamato Xi JinPing.

La trascrizione errata - L'errore di Di Maio non è stato solo verbale.

Si tratta di un'importante occasione per incrementare, sullo scenario internazionale, la visibilità del marchio "Puglia", promuovendo l'alta qualità dei prodotti regionali nel settore dell'agrifood e consolidando la cooperazione bilaterale con la Cina.

Anche questa volta, il vicepremier ha pubblicato un video postato sui social network mentre si trovava su un volo Alitalia verso la Cina mostrando il biglietto di seconda classe e attaccando chi ha goduto di "lussi e privilegi".

Impressione che in tanti avevano avuto anche durante la visita del mese scorso tra Chengdu e Pechino, dove pure a un incontro con la comunità italiana il ministro era incappato in una gaffe, ringraziando per l'ospitalità la Repubblica di Cina, cioè Taiwan, anziché la Repubblica Popolare Cinese. "E' una bella sfida - rilancia Francesco Cosentini, direttore Coldiretti Calabria - che dovrà servire a modernizzare ancora di più le aziende per poter rispondere ad una domanda di export agroalimentare che, come certifica Ismea su dati Istat, nel 2017 ha fatto segnare per la Calabria un valore di 175 milioni di euro con una quota del 37% e una crescita nell'ultimo decennio del 35%".

"Alla faccia di chi compra gli Air Force Renzi, da dicembre taglieremo vitalizi e pensioni d'oro: ve lo giuro". Una nuova ed importante via di accesso per arance, Clementine, mandarini, limoni e gli altri agrumi che si aggiunge ad altre aperture delle frontiere cinesi come quella del 2016 per le carni suine italiane e quella del 2018 per la nostra erba medica.

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