Ue stronca governo: deficit Pil al 2,9% nel 2019

L'Ue taglia le stime del Pil Italia fanalino di coda Ue rischi per le banche

Cosa dicono le previsioni economiche Ue sull'Italia

Secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria "le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". "Rimane il fatto", aggiunge, "che il Parlamento italiano ha autorizzato un deficit massimo del 2,4% per il 2019 che il Governo, quindi, è impegnato a rispettare". In Europa, scrive inoltre il responsabile della Dg Ecfin della Commissione Ue Marco Buti nella prefazione alle previsioni d'autunno, "l'incertezza sulle previsioni dei conti pubblici in Italia ha portato a più alti interessi di spread, e l'interazione tra il debito sovrano con il settore bancario è ancora una preoccupazione".

Bruxelles rivede al rialzo le stime sul deficit italiano: nel 2018 dall'1,7% previsto in primavera sale a 1,9%, per poi schizzare al 2,9% nel 2019 "a causa delle misure programmate" come reddito di cittadinanza, riforma Fornero e investimenti pubblici che "aumenteranno significativamente la spesa". "In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica". Deterioramento che se "confermato, avrebbe un impatto ancora maggiore sulle nostre previsioni", ha detto l'esponente comunitario: Pil e deficit/Pil del prossimo anno, dunque, potrebbero ulteriormente peggiorare.

Le previsioni Ue tagliano il Pil italiano del 2018 da 1,3% a 1,1% e ritoccano quello 2019 da 1,1% a 1,2%. Il debito è stimato al 131,1% del Pil nel 2018, al 131% nel 2019 e al 131,1% nel 2020. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo le previsioni autunnali della Commissione Ue. Il saldo strutturale è previsto al -3,5% del Pil (potenziale). Il motivo è "il deterioramento del bilancio" pubblico, unito ai "rischi al ribasso per la crescita nominale". I prezzi al consumo, cioè l'inflazione, sono visti in aumento dell'1,3% quest'anno, dell'1,5% nel 2019, principalmente per effetto dell'aumento dei prezzi del petrolio, mentre sono previsti al +1,4% nel 2020.

L'Italia si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Per la Commissione, "l'aumento del deficit, insieme ai tassi di interesse più elevati e a cospicui rischi al ribasso, mette in pericolo la riduzione dell'elevato rapporto tra debito e Pil dell'Italia".

TITOLI DI STATO - Il costo del debito, cioè il rendimento dei titoli di Stato, è rimasto pressoché stabile nell'Eurozona, "ad eccezione del debito italiano", ha osservato Moscovici, dove i rendimenti e lo spread Btp-Bund sono "notevolmente aumentati da qualche mese" a questa parte. Tuttavia, si tratta di una crescita non enorme, se vista "in una prospettiva storica" e "non ci sono stati effetti di contagio verso altri Paesi" dell'area euro. "Le misure politiche previste potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita", si legge nel documento messo a punto dalla direzione generale Affari economici.

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