Corte Ue: "Italia recuperi l'ICI non versata dalla Chiesa"

Vaticano

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Altro punto sottolineato dalla sentenza è che chi ha presentato ricorso si trova in una zona limitrofa ad "enti ecclesiastici o religiosi che esercitavano attività analoghe" e per questo motivo l'esenzione dell'Ici comportava una "situazione concorrenziale sfavorevole e falsata". La Scuola Montessori e la Commissione hanno dunque proposto impugnazioni contro tali sentenze.

La Corte di Giustizia Ue ha annullato la decisione con cui la Commissione europea ha rinunciato a ordinare il recupero di aiuti illegali concessi dall'Italia sotto forma di esenzione dall'imposta comunale sugli immobili, Ici, per gli enti ecclesiastici e religiosi. Nel rilevare che una decisione del genere è un "atto regolamentare", ossia un atto non legislativo di portata generale, che riguarda direttamente la Scuola Montessori e il signor Ferracci e che non comporta alcuna misura d'esecuzione nei loro confronti, la Corte conclude che i ricorsi della Scuola Montessori e di Ferracci contro la decisione della Commissione sono ricevibili.

Mi auguro che nell'attuale discussione della legge di bilancio non vengano inserite - pretestuosamente - facili soluzioni demagogiche ad un problema che richiede tempo e attenzione e che le parti in gioco (Stato italiano, Commissione europea, Terzo settore, Chiesa) siano disponibili ad un lavoro comune per il bene e la valorizzazione della società civile e dei corpi intermedi, di cui oggi c'è grande bisogno. In sostanza, non si poteva determinare quale porzione dell'immobile di proprietà dell'ente non commerciale fosse stata utilizzata esclusivamente per attività non commerciali, risultando quindi legittimamente esentata dal versamento dell'imposta.

Anzitutto la scuola che, come riporta Repubblica, rivendica la propria battaglia: "Alla fine Davide ha battuto Golia". La Commissione europea, si legge nella sentenza, "avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio l'esistenza di modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme".

È "una sentenza storica" e adesso, "se l'Italia non dovesse recuperare gli aiuti, si aprirebbe la via della procedura di infrazione, con altri costi a carico dei cittadini", dice all'Ansa l'avvocato Edoardo Gambaro che, assieme all'avvocato Francesco Mazzocchi, ha presentato il ricorso. "Sarà nostra premura e cura chiedere che il recupero parta dal 1992, e non appena la sentenza sarà notificata alla Repubblica Italiana che la Corte dei Conti vigili sull'effettivo recupero e, visti i precedenti, prevenga un eventuale ma non impossibile danno erariale". Secondo le stime dell'Anci, si parla di circa 600 milioni di euro all'anno.

La Corte di giustizia ha ritenuto invece legittime le esenzioni dall'Imu, l'imposta succeduta all'Ici, introdotte dal famigerato governo Monti, anche queste contestate dai ricorrenti. Il legislatore e' poi intervenuto per definire la tassazione ed i criteri di esenzione in base a criteri di proporzionalità (DM 200/2012) per gli enti non commerciali (anche religiosi) che svolgono queste attività (art. 7 comma i, decr.legisl. n. 504/1992). "Una diversa interpretazione, oltre che essere sbagliata, comprometterebbe tutta una serie di servizi, che vanno a favore dell'intera collettività".

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