No, lo studio sul collegamento tra cellulari e cancro non dimostra nulla

Cellula tumorale

CC BY-SA 4.0 Destroyer of furries Cancer cell La scienza e l'evoluzione per l’organismo umano non era previsto lottare contro il cancro

Si sa che il cancro può comportarsi in maniera diversa nei due sessi, ma per quanto riguarda questo studio le differenze sono rimaste inspiegate.

Il National Toxicology Program ha ottenuto una "chiara evidenza" di tumori al cuore nei ratti maschi, maligni, noti come neurinomi, "qualche evidenza" di glioma (tumore maligno al cervello) nei ratti maschi e "qualche evidenza" di tumore alle ghiandole surrenali. Lo studio è durato in tutto 10 anni ed è costato ben 30 milioni di dollari. Le analisi sono state effettuate su 3mila topi per un arco di tempo di dieci anni. Questi ha specificato: "Crediamo che la correlazione tra Radiazioni a radiofrequenza (RFR) e tumori è reale, almeno nei ratti maschi". Il fatto che continuo a specificare il genere è perché gli studiosi non sono sicuri che l'incidenza dei casi femminili sia da associare alle radiazioni.

Il tumore al cervello, che è quello che da sempre viene associato senza alcuna evidenza scientifica all'esposizione alle radiazioni dei telefonini, non ha invece visto alcuna significativa manifestazione. D'altro canto, le statistiche relative agli uomini negli ultimi anni, da quando i cellulari sono così diffusi, non registrano aumenti per questa malattia. Paradossalmente, i ratti maschi che sfuggivano al cancro avevano poi una durata della vita nel complesso superiore alla media. Misteri della biologia, o forse della statistica.

Dopo 10 anni, il National Toxicology Program, ha presentato il 1° novembre 2018 i risultati di una ricerca complessa e le risposte alla domanda: i cellulari causano il cancro? Anche alcuni aspetti del suo metabolismo sono modificati dalle radiazioni a bassa frequenza dei telefoni. Bisogna inoltre puntualizzare che le cavie dello studio sono state sottoposte a radiazioni di 900MHz, tipiche del 3G; con le tecnologie del futuro 4G e 5G le frequenze saranno più elevate, penetrando meno il corpo. Oltre a questo lo stesso John Bucher che ha condotto lo studio, ha ammesso durante una intervista di non aver cambiato di una virgola l'uso personale del cellulare, né ha voluto raccomandare ai propri figli di cambiare le loro abitudini.

Altre Notizie