L'alcol uccide di più di sigarette e droga messe insieme

E’ l’alcol la sostanza che uccide più di fumo e droga

E' l'alcol la sostanza che uccide più di fumo e droga

Stando ai dati dell'indagine Enpam 6 italiani su 10 associano l'alcol alla convivialità, al relax, al piacere, alla spensieratezza.

Il fenomeno è stato osservato attraverso tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali disegna un quadro completo di come sono cambiate e stanno cambiando le abitudini "del bere" nel nostro Paese, di quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di come si è modificata l'immagine del consumatore, anche e soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai media. Questi ultimi sono più frequentemente giovani (fra i 18 e i 24 anni la quota raggiunge il 35%). La maggioranza degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni beve alcolici. E la percentuale con la quale si beve sale insieme all'età tanto che tra i 15-19enni la percentuale di chi beve "qualche volta" sale al 65%. Un terzo degli intervistati ha giocato con gli amici a chi beveva di più e sempre la stessa percentuale ha visto un amico o un conoscente riprendersi o farsi riprendere in video mentre beveva. La bevanda alcolica che trova maggiore preferenza tra i più giovani è la birra, a seguire vino, shottini e superalcolici. Il consumo è sempre più extracasalingo, indipendente dal pasto e legato a momenti di divertimento e allo "sballo". Insomma, il drink alcolico è considerato una sorta di "rito di passaggio sociale" che caratterizza la fine dell'infanzia. Inoltre, il tradizionale divario tra i due sessi risulta oggi assai più contenuto rispetto al passato. Sette ragazzi su dieci rispondono che queste bevande "piacciono" (71,1 per cento), oltre un quinto sottolinea che "aiutano a divertirsi" (21,6 per cento), il 4 per cento confessa che servono a "dimenticare i problemi", il 3,2 per cento se la cava con un "lo fanno tutti".

Alla metà degli intervistati capita di eccedere con l'alcol (47,7%), ovvero il 14% in più rispetto al 2010. Continuando nella lettura dei dati, il 23,7% beve per "rilassarsi" - l'8,8% in più rispetto al 2010 - il 9,2% per "affrontare una situazione complicata" - era il 2,6% nel 2010, il 2,2% per "reagire a un insuccesso", contro l'1,2 per cento.

In 10 anni in Italia l'alcol ha provocato la morte di 435mila persone, facendo più morti di droga e fumo.

Il problema dell'alcol - sostengono gli esperti - è che il suo consumo sia socialmente accettato.

Così come la tendenza legata al primo contatto, sempre più precoce, dei giovani verso l'alcol. Nove medici su 10i indicano l'alcol come la sostanza che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina.

Uno dei nodi cruciali del problema risulta essere il rapporto tra alcol e guida. Il 40% degli intervistati maggiorenni ammette di essersi messo alla guida dopo aver bevuto in modo eccessivo. Il 30% dei giovanissimi (11-14 anni) ha viaggiato con chi ha bevuto. Interrogati sul tasso alcolemico consentito dalla legge per guidare, tre quarti dei giovanissimi non sono stati in grado di rispondere correttamente. Otto italiani su dieci invece ritengono che lo Stato abbia fatto poco per contrastare la piaga dell'alcolismo (84,1%), il 60% si dice favorevole a una regolamentazione del consumo.

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