Vitalizi, anche al Senato via libera al taglio. M5s esulta

Senato, bye bye vitalizi

Il Senato approva il taglio dei vitalizi, il M5S esulta

Di Maio: Regioni taglino vitalizi o stop a fondi - Nella manovra di bilancio ci sara' una norma che impone alle Regioni di tagliare i vitalizi, cosi' come accade per Camera e Senato. Bye bye vitalizi anche per gli ex senatori. Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, al termine dell'incontro con gli assessori regionali sui centri per l'impiego.

Tra questi ci sono ventuno ex parlamentari trentini - di cui 10 deputati e 12 senatori - che ogni mese ricevono l'assegno. "Promessa mantenuta" - rilanciando lo slogan "bye bye vitalizi". Dopo la Camera anche il Senato mette fine a questo ingiusto privilegio. È crollato un muro che separava la politica e le istituzioni dai cittadini. Dopo i due rami del Parlamento, uno dei principali cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle arriva nel locale.

Poi sulla polemica tra Pace Fiscale e condono, il vicepresidente del Consiglio 5 Stelle afferma: "Alla rottamazione delle cartelle esattoriali entro il tetto dei 100mila euro "secondo me aderiranno in pochissimi ed è bene così perché vorrà dire che avremo aiutato solo le persone in difficoltà. Basta privilegi, sì a una vera politica dei cittadini e per i cittadini", conclude". Sommando la cifra dela Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all'anno, e cioè circa 280 milioni a legislatura. Festeggia anche Paola Taverna.

"Con questo voto, la rivoluzione che abbiamo già fatto alla Camera la portiamo a Palazzo Madama". Anche se è difficile stabilire la quota esatta di tagli, in base ad alcune proiezioni effettuate, si calcola che alcuni assegni subiranno un taglio che può raggiungere anche i 5 mila euro.

Sul piede di guerra però l'Associazione degli ex parlamentari, molti dei quali difesi da un loro collega, Maurizio Paniz, che ha già presentato oltre 300 ricorsi. Dovrebbe essere un successivo Consiglio ad adottare formalmente per gli ex senatori una delibera che, allo stato, ricalca quanto previsto dalla delibera Fico per gli ex deputati. "Non si tratta di privilegi, ma di diritti acquisti, non certamente voluti dagli attuali beneficiari, ma decisi molti decenni fa da altri autorevoli esponenti della vita politica italiana".

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