Italia: abolizione numero chiuso a Medicina "scelta scellerata"

Medicina addio al numero chiuso niente test dal 2019

Abolito il numero chiuso alla facoltà di Medicina: non ci sarà più il test

È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi diramata in mattinata, dopo che ieri sera lo stesso palazzo Chigi, al termine della riunione del Consiglio dei mninistri, aveva annunciato l'abolizione del numero chiuso a Medicina. "In merito al superamento del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina, la presidenza del Consiglio precisa che si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Conferenza dei Rettori delle università italiane, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso". Successivamente, però, il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha smentito le informazioni contenute nel disegno di legge, definendo l'abolizione del test d'ingresso comunque un "buon auspicio". "Non mi risulta", ha risposto a Venezia ai giornalisti che gli chiedevano dell'abolizione del numero chiuso per la facoltà di Medicina.

Quest'anno ci sono stati 67mila candidati in tutta Italia per 10mila posti.

Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari dice che "il governo continua a parlare per slogan e a fare una continua campagna elettorale anche sulle manovre della legge di bilancio". Si parla di eliminazione del numero chiuso a Medicina: bene l'intenzione, sosteniamo da anni che l'attuale sistema di accesso vada superato. Ammette, spiegando che "sarà un percorso graduale di allargamento del numero di ammessi alla facoltà". "Assisteremo ad una nuova fuga di cervelli". Secondo il rettore, tale decisione porterebbe a "un arretramento gravissimo e un passo indietro di 30 anni con il rischio di perdere il valore europeo della laurea in Medicina perché sarà impossibile certificare la frequenza con un numero di iscritti 5 volte superiore a quello che le università possono formare bene". Negli ultimi mesi sia Bussetti sia Grillo avevano chiesto maggiori fondi per rivedere le capacità degli atenei, risorse su cui il governo non si è espresso, limitandosi a rottamare il numero chiuso. "Oggi i posti per le scuole di specializzazione sono limitati a circa 7 mila, cosa accadrebbe se dalle facoltà uscissero 50 mila laureati in Medicina, come si potrebbero specializzare?"

Nella manovra, come si legge nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri, sono previsti una serie di stanziamenti: 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni alle regioni per le spese farmaceutiche. Lo ha confermato anche la ministra della Salute Giulia Grillo. Infine nel testo, come già stabilito dal decreto legge sulla legge di bilancio, per il commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario viene prevista "l'incompatibilità della figura del commissario con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione".

Altre Notizie