"Manovra", Juncker: "La "deviazione" italiana è inaccettabile"

Vincent Kessler  Reuters

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"Chiarito questo, Juncker ha però ribadito la sua perplessità nei confronti della Manovra, anche perché "in un contesto internazionale ogni governo che arriva deve rispettare la parola data" dai suoi predecessori". "Ne discuteremo in tutta amicizia e con il rispetto che dobbiamo all'Italia". La Commissione europea intende valutare la manovra dell'Italia sulla base dei saldi, e non delle misure adottate dal governo italiano: "Non contate su di me per dire che non bisognerebbe che l'Italia introduca il reddito di cittadinanza di 780 euro". Nelle esternazioni di Juncker, tuttavia, non sono mancate risposte alle accuse rivolte alla Commissione: "In Italia l'Europa è minacciata dagli slogan di coloro che cercano dei colpevoli e che non amano quelli che propongono delle soluzioni - ha detto - Io e la Commissione abbiamo il compito di proporre delle soluzioni, che non amiamo, avendo in mente l'insieme dell'Ue, i 27, e soprattutto i 19 della zona euro". Quel Jean Claude Juncker spesso finito nel mirino delle critiche dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Juncker ha ricordato poi come recenti sondaggi abbiano indicato che la maggioranza degli italiani sia favorevole all'appartenenza dell'Italia all'Eurozona.

Così il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha nuovamente commentato la Manovra varata dal governo italiano e definitivamente approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri. Il presidente ha poi bollato come "un'idiozia" l'affermazione (peraltro ricorrente) del suo essere contro l'Italia: "È una menzogna, ho presieduto la conferenza intergovernativa nel 1991 che ci ha condotti verso il trattato di Maastricht e verso l'Unione economica e monetaria - ha detto - ho fatto di tutto, quando c'erano delle resistenze molto forti in certi Stati membri, ad avere l'Italia come membro della zona euro fin dall'inizio". Il presidente ha risposto con un secco 'no' a chi gli ha chiesto oggi se pensa che l'Europa potrebbe sopravvivere all'uscita dell'Italia. Ero ministro delle Finanze allora - ha sottolineato - Ho ricevuto i primi ministri e i ministri delle Finanze di almeno otto Paesi europei che non volevano l'Italia.

Il nostro Paese ha disegnato un programma economico finanziato tramite deficit, non in linea infatti con il percorso di aggiustamento dei conti pubblici concordato con Bruxelles, fissando una soglia di deficit/Pil al 2,4% per il 2019.

Una presa di posizione, quella del presidente della Commissione, che non sarebbe comunue motivata, parole sue, da pregiudizi nel confronti dell'esecutivo giallo-verde. "E continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio". "Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all'interno dell'Unione Europea" scandisce Di Maio.

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