Manovra, Draghi: ottimista su soluzione di compromesso

Il presidente della Bce Mario Draghi

Il presidente della Bce Mario Draghi

E' un Mario Draghi ottimista quello che giunge da Bali, dove sono in corso le assemblee annuali del Fondo Monetario Internazionale, e della Banca Mondiale.

Sulla manovra dell'Italia "è giunto il momento di abbassare i toni", ha affermato il presidente della Bce, Mario Draghi, rivolgendo il suo richiamo "a tutte le parti, non solo all'Italia" e dicendosi "piuttosto ottimista" che alla fine Roma e Bruxelles troveranno un compromesso. "Le parole sono cambiate tante volte - osserva il numero uno BCE, come riporta l'edizione online del quotidiano Il Giornale - aspettiamo i fatti e quello che esce dal dibattito parlamentare. Non è la prima né l'ultima volta che ci sono deviazioni" sui conti di un Paese dell'Ue. Fino ad ora questo non c'è ancora stato, perché con le istituzioni europee e con i nostri interlocutori europei non ci siamo ancora seduti ad un tavolo. Poi pero' Draghi ha sottolineato come l'aumento dello spread sia solo responsabilita' di dichiarazioni estemporanee e ha ribadito che ridiscutere le regole europee "provoca instabilita'". "Bisogna stare tranquilli, abbassare i toni e avere fiducia in un compromesso", ha sottolineato Draghi. L'invito ad "abbassare i toni è a tutte le parti, non solo l'Italia, parlando più in generale". "Vi faccio un esempio, la Bce non compra titoli greci, che non hanno i requisiti, eppure lo spread tra Italia e Grecia si è ristretto (...) nei trattati sono stati inseriti meccanismi pensati proprio per gestire queste situazioni". Il risultato è che famiglie e imprese "pagano maggiori tassi di interesse sui prestiti". I mercati, ha notato, non hanno reagito all'annuncio della fine del "quantitative easing" (Qe) già dato a giugno. Il riferimento appare diretto ai vertici della Commissione europea: ieri Juncker ha ricordato che l'Italia "non ha mantenuto la parola", ma a turno tutti i commissari nei giorni scorsi hanno usato parole più o meno dure.

"Un'espansione del bilancio in un Paese ad alto debito - ha detto ancora Draghi - diventa molto più complicata se la gente comincia a mettere in dubbio l'euro". Draghi ha quindi concluso la questione italiana spiegando che "Non c'è un rischio contagio" per l'Europa, a seguito delle tensioni dopo il dibattito fra l'Ue e il governo italiano.

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