MotoGp Yamaha, Jarvis: "Stiamo lavorando per il 2019"

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Considerando le cadute degli altri probabilmente avremmo fatto fatica a entrare nella top ten. Lo spagnolo, che scattava dalla pole position nella gara di casa, è stato letteralmente catapultato dalla propria moto ed è così stato vittima di un brutto incidente che ha lasciato delle conseguenze.

"Nei prossimi test di Valencia in vista della moto del 2019 non so quello che succederà. La Suzuki, la Honda, la Ducati e oggi è andata forte anche l'Aprilia".

Sul banco degli accusati c'è la squadra che lavora sul progetto MotoGP a Iwata, in Giappone: il project leader Tsuya lo ha ammesso ad agosto, in Austria, chiedendo pubblicamente scusa dopo le pessime qualifiche dei due piloti ufficiali: le carenze in accelerazione, il motore dall'erogazione troppo appuntita, il ritardo nello sviluppo dell'elettronica sono i punti emersi. Vedremo, non è una delle migliori piste. "Bisognerà capire quanto saremo competitivi, se tanto da salire sul podio, anche se ho i miei dubbi ma magari andrà meglio di oggi".

"Quando fai modifiche grandi e la moto non risponde c'è qualche altro problema di fondo", continua il Dottore parlando dell'ormai nota difficoltà tecnica della Yamaha. Il feeling cambia perché si cambia il bilanciamento dei pesi, ma ci sono aspetti positivi e negativi, e purtroppo il tempo resta lo stesso. Oggi, i piloti davanti hanno cercato di salvare le gomme, ma quando hanno spinto Dovizioso ha fatto 1'48.3 e Marquez 1'48.4 mentre io giravo sull'1'49.8. Secondo me stressano meno la gomma dietro, quindi le altre moto accelerano meglio della nostra. La Yamaha storicamente è sempre stata un grande competitor della Honda, alcuni anni è andata meglio e spesso ha inseguito, ma dai tempi della 500 la Yamaha è sempre stata una moto veloce. "Stiamo vivendo un momento di grave crisi". Valentino ringrazia anche Michele Gadda, tecnico dell'elettronica arrivato in Yamaha a partire da Silverstone, per la novità apportata che sembra aver funzionato: "Bisogna continuare a lavorare perché ci sono ancora cinque gare da disputare ed il lavoro che possiamo fare è sull'elettronica". Un'analisi, quella del Dottore, che non fa una piega.

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