Inge Feltrinelli è morta, addio alla regina dell’editoria internazionale

Addio a Inge Feltrinelli “fonte di ispirazione e sguardo innovativo”

Inge Feltrinelli morta, si è spenta a 87 anni la “Regina dell’editoria”

In un'intervista di alcuni anni fa, ricorda sempre il sindaco, Inge Feltrinelli aveva spiegato che "bisogna avere un luogo, molti luoghi, che incoraggino lo studio e il confronto, e per me Cortona è stato e continua a essere uno di questi".

"I libri sono tutto, i libri sono la vita", ed è stata una vita circondata da libri, librai, editori, scrittori e lettori quella di Inge Schönthal Feltrinelli, Presidente della Casa editrice Giangiacomo Feltrinelli e icona della cultura del '900, che ci ha lasciati oggi, giovedì 20, all'età di 87 anni".

È morta Inge Feltrinelli. Quando nel 1958 incontra Giangiacomo Feltrinelli, Inge è già conosciuta nell'ambiente culturale internazionale per le sue carriera da fotografa. Inge Schönthal Feltrinelli, con la sua macchina fotografica a immortalare i grandi volti del suo secolo, romanzesco nel suo connubio di drammaticità e impeti euforici, simbolo ritardatario dello Sturm und Drang di radice teutonica. I due si separano e la madre inizia una relazione con un ufficiale tedesco, Otto Heberling, che farà da patrigno alla bambina, proteggendola dal razzismo nazista contro gli ebrei. Omaggiata da vari personaggi e istituzioni sui quotidiani, questa "Regina dell'editoria" come veniva soprannominata, ha avuto una vita intensa piena di successi e di momenti drammatici. Tra i suoi lavori più importanti ci sono le fotografie scattate a Greta Garbo, Elia Kazan, John Fitzgerald Kennedy e Winston Churchill. Dopo la tragica e 'misteriosa' morte del fondatore, nel marzo del 1972, fu la vera salvatrice della casa editrice, poi consegnata al figlio Carlo con un patrimonio culturale invidiabile. È amica personale di Doris Lessing, che farà conoscere in Italia, di Gunther Grass, del quale la casa editrice di cui sarà presidente pubblica, nel 1962, "Il Tamburo di latta" (LE FOTO)e di Nadine Gordimer che la inviterà durante la propria premiazione al Nobel nel 1991. Era "molto preoccupata" del fatto che in Italia si legge sempre meno per questo esortava tutti coloro che lavoravano con lei a "rinnovare formati - ha aggiunto - ad adottare nuovi strumenti digitali per avvicinare tutti, ma soprattutto i giovani, alla lettura". Ridendo, quando ci vedevamo, mi chiamava in inglese "our man in London", ammiccando al titolo del famoso romanzo di Graham Greene "Il nostro uomo all'Avana", come se fossi un agente segreto della Feltrinelli nella capitale britannica.

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