Neonate morte di pertosse: le due madri non erano vaccinate

Pertosse, due neonate morte nel Bergamasco. Burioni:

Due neonate morte di pertosse a Bergamo, le madri non erano vaccinate

Martina Cappa era nata a Treviglio e dopo tre settimane aveva accusato i primi sintomi. Sembra che le madri non fossero state vaccinate.

"Esprimo la mia vicinanza, e a nome del presidente Fontana quella dell'intera Giunta regionale, alle famiglie delle due neonate" ha detto Giulio Gallera, assessore al Welfare della regione Lombardia, precisando che "nella Bergamasca non è in atto alcun focolaio".

L'altra piccola deceduta invece era stata inizialmente ricoverata ad Alzano lombardo, dove la madre, di origini rumene, si era recata per partorire. La fase di incubazione può variare dai dieci giorni ai due mesi, riducendosi notevolmente nel caso in cui i trattamenti antibiotici vengano somministrati in tempi celeri e durante la fase iniziale del contagio. La pertosse si caratterizza per una tosse persistente (per più di tre settimane). Lo stesso medico ha proseguito spiegando qual è l'efficacia dell'immunizzazione e la pericolosità della pertosse: "Alcuni vaccini proteggono per sempre, altri forniscono un'immunità limitata nel tempo. Questo è il caso del vaccino contro la pertosse, dove addirittura la malattia stessa non fornisce una protezione permanente", scrive sulla sua pagina Facebook il noto medico. Entrambe le madri, una italiana residente nella zona di Treviglio (Bergamo) e l'altra romena residente nel Cremasco, non erano vaccinate. Ma Burioni afferma poi: "Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia".

Il Corriere riporta anche il commento del virologo Roberto Burioni sulla drammatica vicenda: "I casi di pertosse sono in aumento ed è una malattia molto pericolosa per i neonati che hanno un sistema immunitario debole contro questa forma".

"Infine - sottolinea Burioni - è opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato". Naturalmente - conclude - questa zona di sicurezza e' vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati. "Sottolineo però, ancora una volta, l'importanza e necessità per le donne in gravidanza di verificare e regolarizzare la propria situazione vaccinale, che rimane l'unico modo per impedire il ripetersi di queste tragedie e proteggere i propri piccoli".

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