Israele, varata la legge che definisce lo Stato-Nazione del popolo ebraico

Israele ha approvato una legge che definisce il paese uno stato esclusivamente ebraico

Cosa significa che Israele è uno stato "esclusivamente ebraico"

Approvata la legge, deve essere intesa come segue: "i palestinesi non hanno più alcun diritto sulla terra, possono vivere con gli ebrei, ma sono limitati nei loro diritti". Inoltre la lingua nazionale sarà d'ora in poi solo la lingua ebraica, riducendo l'arabo a seconda lingua dopo decenni di parità tra i due idiomi. Questo però non toglie che davanti ad una legge che limita e di molto le minoranze bisogna a ragione evidenziare tutti i problemi che da essa derivano per l'immediato futuro. Quale altra implicazione può avere l'esplicita previsione secondo cui "lo Stato attribuisce valore nazionale sullo sviluppo dell'insediamento ebraico ed agirà per incoraggiare e promuove la sua istituzione e il suo consolidamento". Tuttavia nel testo non chiarisce se siano considerati anche gli insediamenti nella Cisgiordania.

Secondo la politica, la legge è stata approvata proprio ora per diversi motivi.

"Sancirà la fine di Israele come stato ebraico e democratico".

Il progetto di legge che la Knesset ha votato ieri notte è fondamentalmente diverso dalla versione presentata per la prima volta nel 2011.

Le critiche non sono mancate neppure dall'interno del Likud. Questa clausola è stata rimossa dal disegno di legge lo scorso maggio.

La riforma è stata fortemente criticata dagli arabi che risiedono nel paese e dalla comunità internazionale.

Il provvedimento dichiara Gerusalemme capitale di Israele e adotta il calendario ebraico come ufficiale, di Stato. I detrattori vi ravvisano un intento di discriminare le minoranze, non soltanto arabe. A suo avviso, la legge dimostra che Israele "non ci vuole qui". "Un nazionalismo che non rispetti i diritti umani", ha infine avvertito, "rischia di degenerare in sciovinismo". Anche il presidente della Lista comune, Ayman Odeh, ha sollevato una bandiera nera durante il dibattito contro la Legge fondamentale. Egli ha sottolineato che aspettare l'aiuto di stati esteri o di organizzazioni non vale la pena. Questo è il nostro Stato. "Lo abbiamo fatto - ha aggiunto - in linea con le normali pratiche democratiche".

Anche persone non più giovanissime non sono entusiaste della decisione della Knesset perché capiscono che ci potrebbero essere difficoltà con le nazioni confinanti: "Capisco che ogni paese debba avere la propria nazionalità, pur non ostacolando quelle vicine".

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