Pensionati più poveri dal prossimo anno: ecco cosa cambia

Cento euro di sconto

Cento euro di sconto

Queste misure andrebbero invece collocate in un contesto diverso perché sarebbe sbagliato rimuovere dalla discussione il tema di una nuova legge sulle pensioni, che superi strutturalmente l'impianto della Legge Fornero, e che si basi su un sistema previdenziale pubblico solidaristico che unifichi le generazioni e le diverse condizioni lavorative. Tra il 1996 e il 2012, infatti, sono andati in pensione 3 milioni e mezzo di italiani. I nuovi coefficienti entreranno in vigore dal 2019 e vedono l'introduzione della riga dedicata a chi va in pensione a 71 anni di età. Moltiplicando questa cifra per il montante contributivo si conosce la differenza in negativo che subiranno le pensioni, pari a 228 euro annui. Un meccanismo che in Italia si è fatto sentire con un taglio delle pensioni di circa il 12% in dieci anni, secondo il quotidiano economico Italia Oggi.

La conseguenza di quanto appena descritto è che i coefficienti di conversione applicati ai montanti previdenziali per calcolare l'importo dell'assegno dal prossimo anno risulteranno inferiori rispetto a quanto non avveniva sin dallo scorso 2016. Da considerare poi l'opzione donna che il governo vorrebbe reintrodurre (57-58 anni e 35 anni di contributi, con regime contributivo). Sono stati resi ufficiali i coefficienti di trasformazione da applicare alle pensioni che verranno liquidati nel 2019 e nel 2020.

Pensioni più basse per chi smetterà di lavorare nel 2019.

E ancora, andando avanti con l'età, per un quarantenne l'anticipo sarà di tre anni e sette mesi, da 65 a 61 anni e 4 mesi; per una lavoratrice della stessa età sarà di due anni e sette mesi (da 63 anni e undici mesi a 61 e 4).

Con tale provvedimento, infatti, il ministero del Lavoro ha rideterminato, a partire dal 1° gennaio 2019, i divisori e i coefficienti di trasformazione di cui alla Tabella A dell'Allegato 2 della legge 247/2007 e alla Tabella A della legge n. 335/1995. Così, ad esempio, chi ottiene l'agognata quiescenza ai 67 anni di età si vedrà applicato un coefficiente del 5,6004% contro il 5,7% attualmente in corso di validità. L'accordo sottoscritto dalle parti sociali prevede la possibilità, per i lavoratori Unilever della sede di Roma ai quali manchino quattro anni alla pensione, di manifestare volontariamente il proprio interesse allo scivolo pensionistico e solo dopo la verifica puntuale dei requisiti da parte dell'Inps, potranno decidere l'adesione anticipata alla pensione. In un'intervista al Corriere della Sera, Tria guarda alla sostenibilità: "La legislazione sul sistema pensioni richiede di guardare non solo al breve, ma anche al medio e soprattutto al lungo termine". Il coefficiente passerà dal 5,700% attuale al 5,604%. Chi avrà 57 anni parte con un coefficiente di 4,200%, per poi continuare ogni anno, finendo a 71 anni con un coefficiente di 6,513%.

Altre Notizie