Tumore al seno, la chemioterapia può essere evitata nel 70% dei casi

Tumore del seno iniziale la chemio evitabile nel 70% dei casi

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"Metà di tutti i tumori della mammella - spiega Joseph A. Sparano, condirettore della Ricerca Clinica presso l'Albert Einstein Cancer Center e Montefiore Health System di New York, oltre che vice-direttore del Gruppo di Ricerca sul Cancro ECOG-ACRIN, primo autore dello studio - esprimono recettori ormonali, sono HER2 negativi e non hanno dato metastasi linfonodali". La ricerca, infatti, non ha rilevato alcun miglioramento in termini di sopravvivenza libera dalla malattia quando la chemio era aggiunta all'ormonoterapia. Si tratta di un'analisi condotta tramite una biopsia su un campione di tessuto: le donne con punteggio basso (0-10), per esempio, dovrebbero ricevere solo ormonoterapia e quelle con punteggio alto (26-100) ormonoterapia più chemio. Le donne che totalizzavano al test un punteggio inferiore a 10 infine erano quelle che avevano i tassi più bassi di recidiva con la sola endocrino-terapia, a prescindere dall'età. Non solo. A 9 anni, i risultati delle due strategie terapeutiche sembrano essere praticamente identici. In questo congresso sono state fornite importanti novità che rappresentano pietre miliari per la medicina, in particolare sul tumore al seno, al rene, alla vescica e al polmone.

Tumore al seno, niente chemio: "Sette volte su 10 si può evitare". "Significa che migliaia di donne potranno evitare la chemio con tutti i suoi effetti collaterali pur mantenendo eccellenti risultati a lungo termine". E questo risultato, concludono gli autori, mette in evidenza la necessità di sviluppare cure specifiche per questo gruppo di donne. "Sicuramente vedremo molti più studi in pazienti con questo altro tipo di immunoterapia a base di linfociti che si infiltrano nel tumore, il cui padre intellettuale è Rosenberg, che ha lavorato in questo campo per molti anni", sottolinea Rodríguez-Lescure, che è a capo di oncologia dell'Ospedale universitario di Elche.

"Premesso che sono studi in fase sperimentale e non attuabili, per lo meno per ora, dobbiamo evitare di illudere il paziente neoplastico in questo momento".

Lo studio, spiega Scambia, "va nella direzione di una sempre maggiore personalizzazione delle cure, perchè l'approccio terapeutico viene appunto deciso sulla base delle caratteristiche e la diffusione del tumore nella singola paziente".

In Italia sono circa 50mila i casi di tumore al seno ogni anno di cui 45mila in fase iniziale. "Questi nuovi trattamenti che addestrano il sistema immunitario del paziente a imparare a riconoscere e uccidere le cellule cancerose funzionano soprattutto nei tumori che accumulano molte mutazioni genetiche in breve tempo, come il melanoma ei tumori polmonari causati dal tabacco" - si legge sul sito dello Sportello dei diritti guidato da Giovanni D'Agata, che è stato uno dei primi (insieme all'Ansa) a diffondere la notizia anche nel Salento. Stando a quanto dichiarato dal professor Cognetti nel nostro Paese esiste un problema di costi.

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