Gentiloni, danni a Italia no Ueburocrati

“Difficile rassicurare la Ue con proposte stravaganti”

Gentiloni, danni a Italia no Ueburocrati

"In particolare non ce l'ha un Paese come l'Italia". Lo ha detto Paolo Gentiloni a Sofia dove ha partecipato alla riunione informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue.

"Io capisco le preoccupazioni dei colleghi europei ma non è il mio problema, ognuno difende il proprio Paese e ognuno ha la sua idea del progetto comune europeo", ha spiegato il presidente del Consiglio.

"In un momento in cui si discute molto del futuro dell'Europa e ci sono visioni diverse su temi come l'unione bancaria, l'unione monetaria, le questioni migratorie, tra i principali player, ci sarebbe grandissimo bisogno di un ruolo da protagonista del nostro Paese". Ma per il premier è "irrealistico fare paragoni con cose capitate cinque o sei anni fa" anche se "non c'è dubbio che andare fuori strada rispetto a un percorso faticoso" e "immaginare che si possano fare politche a debito, riprendere la linea del deficit e fare promesse elettorali improbabili e mirabolanti, porterebbe a delle conseguenze". Attenzione perché c'è un percorso, ci sono risultati, solidità e molte cose da fare. "Mandarli all'aria non sarebbe un danno al sottoscritto, a Renzi, a Letta, a Monti ma allo sforzo collettivo fatto da una nazione". "Aspettiamo l'esito dei negoziati, non faremo commenti prima", risponde il vice portavoce capo della Commissione Alexander Winterstein, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. Mi si chiede di commentare proposte degli uni e degli altri, su documenti riportati dalla stampa: "non entriamo in questo dibattito". Quanto alle parole del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo il quale l'Ue in realtà sta cercando di aiutare l'Italia, Winterstein ha risposto di non essere "al corrente di queste dichiarazioni".

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