Telecom annuncia 4.500 esuberi. Al via procedure per cassa integrazione

Armando Dadi  AGF

Armando Dadi AGF

Il gruppo ha mandato la lettera al ministero del Lavoro per avviare le procedure.

Il fallimento delle discussioni fra Tim e sindacati ha aperto le porte alla nuova ondata di esuberi che la società tenterà di mandare in porto tramite il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria. Tutto ciò è avvenuto dopo che, nel Gennaio scorso, l'azienda si è vista rifiutare dai sindacati il piano di ristrutturazione del personale, che proponeva, a fronte di migliaia di esuberi, 6.500 uscite volontarie, 3500 riqualificazioni professionali e 2000 assunzioni che sarebbero state finanziate con la solidarietà espansiva.

Telecom Italia ha chiesto l'avvio della cigs per una durata massima di 12 mesi, presumibilmente a partire dal 18 giugno fino al 17 giugno del 2019. Il progetto "verrà analizzato e discusso con le organizzazioni sindacali nell'auspicabile prospettiva di pervenire a un accordo in tempi rapidi". "Siamo convinti che se prevarrà un atteggiamento responsabile da parte aziendale sarà possibile trovare una soluzione che tuteli adeguatamente i dipendenti andando incontro alla necessità di riorganizzazione aziendale".

A quanto apprende l'Adnkronos al termine dei 12 mesi (in partenza dal prossimo giugno) gli esuberi individuati potrebbero essere circa 4.500 che l'azienda intenderebbe comunque gestire, almeno in parte, con "strumenti non traumatici" (per esempio uscite incentivate ed ex art.4 della legge Fornero). Sono susseguiti circa due mesi di stallo, parallelamente all'inasprirsi della battaglia sulla governance tra i principali azionisti del gruppo, conclusa con la vittoria del fondo americano Elliott nell'assemblea del 4 Maggio 2018.

Telecom Italia-Tim ha confermato in una nota di aver presentato al ministero del Lavoro e alle rappresentanze sindacali un progetto di Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale. "Malgrado le numerose occasioni di approfondimento congiunto e le disponibilità manifestate dall'azienda ad un costruttivo e risolutivo confronto, non è stato possibile raggiungere una soluzione condivisa e adeguata alle sfide di trasformazione dell'azienda - afferma la società -; sfide imprescindibili per rispondere efficacemente ai cambiamenti tecnologici e produttivi imposti dal mercato".

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