Cannes 2018: il red carpet di Dogman con Matteo Garrone

Recensione Dogman

Marcello Fonte in Dogman

"Dogman", prende ispirazione da un fatto di cronaca nera avvenuto nella periferia di Roma. Ma Matteo Garrone afferma che il film non parla del Canaro della Magliana. Dogman arriverà nelle nostre sale il 17 maggio. Ci è riuscito invece l'attore-rivelazione Marcello Fonte, in cui il cineasta ha visto "un Buster Keaton moderno, con le necessarie sfumature di dolcezza e umanità", che ha duettato meravigliosamente con Edoardo Pesce, irriconoscibile e intensissimo in un ruolo brutale che ha richiesto mesi di allenamento in palestra e lunghe sedute di trucco. "Rispetto ad altri miei film abbiamo praticamente provato tutte le scene prima di iniziare a girare; una volta sul set eravamo, quindi, già pronti anche se alcuni aggiustamenti sono stati inevitabili".

A proposito di questa pellicola, il regista spiega in questo modo il lavoro svolto: "Ho iniziato a lavorare alla sceneggiatura dodici anni fa: nel corso del tempo l'ho ripresa in mano tante volte, fino a chiarire dentro di me come affrontare una materia così cupa e violenta, e il personaggio che volevo raccontare: un uomo che, nel tentativo di riscattarsi dopo una vita di umiliazioni, si illude di aver liberato non solo se stesso, ma anche il proprio quartiere e forse persino il mondo".

Matteo Garrone è il regista di noti film come Gomorra, Reality e Il racconto dei racconti, che hanno vinto numerosi riconoscimenti sia in Italia che a livello internazionale. Il suo capolavoro, infatti, ha strappato dieci minuti di applausi dopo la proiezione ufficiale al Gran Theatre Lumiere e si candida senza ombra di dubbio come uno dei favoriti per la Palma d'Oro. Marcello, timido parrucchiere per cani, si fa trascinare in un vortice di sudditanza, amicizia, criminalità e alla fine atroce vendetta, dal suo amico Simoncino, ex pugile con la passione della cocaina.

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