Siria, Gentiloni si schiera ufficialmente al fianco degli Stati Uniti

Con il presidente di Veronafiere Gentiloni ha visitato i padiglioni di Lazio Marche Abruzzo e Umbria

Gentiloni a Vinitaly"L’Italia del vino non è seconda a nessuno

Il premier Paolo Gentiloni riferisce oggi alle Camere sulla posizione dell'Italia sui recenti sviluppi della crisi siriana.

Secondo Gentiloni "di ragionevolezza in questi sette anni di conflitto" ce ne è stata poca. "Penso che questo non sia nell'interesse del governo uscente, ma nell'interesse dell'Italia", ha concluso il presidente del Consiglio.

"Non possiamo accettare che a cento anni dalla fine della Grande Guerra si torni a legittimare l'uso delle armi chimiche, non lo possiamo accettare". Poi si è passati alle produzioni, con Gentiloni che "ha voluto sapere qual era il nostro vino più rappresentativo e naturalmente gli ho risposto il Trebbiano spoletino superiore 2015". Abbiamo invece la certezza -prosegue Gentiloni- che in seguito al veto della Russia la proposta in Consiglio di Sicurezza di un'iniziativa per accertare la verità e le responsabilità è stata bloccata. "Il ruolo della Russia è fondamentale, bisogna farlo ora", ha aggiunto il premier. Per Gentiloni la risposta del 14 aprile da parte di Usa, Francia e Gran Bretagna, è stata "una risposta motivata, mirata e circoscritta".

"Siamo di fronte a una tragedia di una guerra e di regime orribile, eppure con questo regime orribile, ripete l'Italia da anni, il negoziato è inevitabile". "Non ci sono indicazioni di vittime civili né indicazioni di danni collaterali". "L'Italia e' sempre stata da questa parte, e' una scelta di campo perche' in gioco non c'e' solo la riconoscenza per chi ha liberato il nostro Paese dal nazifascismo". Poi la foto di rito "che gli ho chiesto di fare dietro al bancone con mia moglie Celeste: ha subito acconsentito, è stato molto disponibile". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, riferendo alla Camera sull'attacco in Siria. E spiega: "Abbiamo chiarito ai nostri alleati fin dall'inizio la nostra contrarietà a ogni escalation e la convinzione italiana sull'impossibilità di giungere a una soluzione di conflitto con l'uso della forza e con l'idea di cacciare manu militari il dittatore Bashar al Assad da Damasco".

"Non dobbiamo rinunciare all'impostazione del doppio binario delle sanzioni in Russia e della battaglia per tenere aperta la porta del dialogo con la Russia".

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