Ilaria Alpi, depositate intercettazioni inedite

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Ilaria Alpi, depositate intercettazioni inedite

Nuove carte sono state depositate oggi in un'udienza dalla procura di Roma relative all'omicidio dell'inviata del Tg3 Ilaria Alpi e a quello dell'operatore Miran Hrovatin, avvenuti il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia. In realtà, l'incartamento fa parte di un procedimento slegato dal caso Alpi e riguarda un presunto traffico di camion dismesi dell'Esercito italiano verso la Somalia.

Tuttavia oggi potrebbe essersi aperto un nuovo spiraglio di luce.

Il giudice Andrea Fanelli, che dovrà decidere se archiviare o meno il procedimento, ha aggiornato il procedimento al prossimo 8 giugno. Da troppo tempo siamo in attesa di una verità che non arriva. "Non voglio fare alcun commento, perché mi sono illusa troppe volte". La signora Alpi ha poi assicurato tutto il suo impegno "perché questa inchiesta non finisca in archivio". In particolare, secondo quanto si è appreso, è citata anche la sentenza della corte di appello di Perugia che il 19 ottobre scorso, a conclusione del processo di revisione, ha assolto l'unico condannato, il somalo Hashi Omar Hassan, con particolare riferimento all'assenza di qualsiasi indicazione su movente e killer.

Nel frattempo fuori dal tribunale erano riuniti gli esponenti dei Comitati di redazione della Rai, Fnsi, Ordine dei Giornalisti, Usigrai.

Il giudice ha fissato una nuova udienza, ma la madre di Ilaria Alpi, Luciana, presente oggi in aula, ha detto di non volersi fare nuove illusioni ma di prendere atto "che la Procura di Roma ha prodotto una nuova documentazione su questa vicenda".

Hassan ha voluto manifestare con la sua presenza la vicinanza a Luciana Alpi che con il marito scomparso, Giorgio, lo hanno aiutato sostenendo la sua innocenza "fin dal primo giorno". "È giusto che anche Luciana abbia giustizia".

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