Elezioni, Mattarella: tocca a presidente Senato Casellati

Giorgio Mulé (FI). Casellati è la persona giusta. Cinque stelle? Si sono fracassate le dita alla porta del PD

CASELLATI, 48 ORE PER TROVARE UN GOVERNO CENTRODESTRA-M5S

Non è la prima volta che la presidente del Senato si mostra disponibile a un eventuale incarico da parte del Colle per sciogliere il nodo della formazione del nuovo governo.

"Se andrà così, lei dovrà farsi allestire in fretta uno studio a Palazzo Giustiniani e preparare un calendario di incontri nel tentativo di avvicinare le posizioni e sbrogliare i nodi di un accordo che fino alla settimana scorsa pareva quasi fatto". Dato per favorito alla presidenza della Commissione Speciale (andata poi al collega di partito Molteni), Giorgetti sarebbe quel nome leghista tanto auspicato da Matteo Salvini e che lo stesso segretario del Carroccio - unitamente a tutto il Centrodestra - avrebbe proposto a Mattarella. Il nostro Paese è in affanno e quindi ci servono, servono ai cittadini, risposte concrete.

"Intanto vediamo cosa deciderà il Presidente Mattarella, se dovesse chiedermelo è chiaro che sarebbe difficile poter dire di no: una missione "difficile lo sarà certamente, se poi sarà impossibile saranno i fatti che lo diranno. Affidando magari un mandato esplorativo a un quinto personaggio con più carte da giocare per trovare una maggioranza". "Sarà tutta una situazione da verificare sul campo".

I vasi di coccio della questione, Berlusconi e il PD, stanno a guardare, il primo avvinto nella sua guerra solitaria per la riabilitazione (e nel suo ruolo sostanziale e politicamente residuale di finanziatore dei propri eletti e notabili), il secondo ormai preda di una inestricabile cupio dissolvi, sempre indeciso fra la "responsabilità nazionale" e l'aventinismo, scelte comunque entrambe equivalenti ad un suicidio politico. "Il mio auspicio è che in questi giorni, anche di fronte a questi nuovi avvenimenti di carattere internazionale, i partiti si mettano intorno a un tavolo e trovino dei punti di convergenza per arrivare ad un governo". Accendere ancora di più i fuochi e complicare una situazione la cui soluzione costituisce un rebus per tutti, non mi pare opportuno e non mi pare opportuno neanche in una dialettica politica che dovrebbe andare anche verso una pacificazione, una distensione e non verso il fatto di dover accendere ancora di più gli animi. Unico problema è che sia Salvini sia Di Maio hanno paura di bruciarsi oltre ad essere in questo momento impegnati nella campagna elettorale per il Molise e il Friuli-Venezia Giulia. "Mettersi tutti attorno a un tavolo significa assunzione di responsabilità e questo dobbiamo al nostro Paese".

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