Nola, la rivolta degli avvocati: "rumoroso" silenzio contro l'Inps

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Nola, la rivolta degli avvocati: "rumoroso" silenzio contro l'Inps

E' la voce di uno degli avvocati sanniti che questa mattina ha partecipato al flash mob promosso dai professionisti al tribunale di Benevento.

Una mobilitazione caratterizzata da mezz'ora di silenzio con presidi davanti alle sedi giudiziarie per attirare l'attenzione su una questione che penalizza e non poco sia la categoria forense che quella di altri professionisti. "Poseidone" ha comportato infatti l'invio di cartelle esattoriali (da 1500 fino a 30mila euro) per il recupero di contributi sommersi: somme esose che in molti casi hanno costretto gli avvocati alla cancellazione dell'albo. Non si arrrivano a sostenere tutte le spese. Il malcontento per l'iscrizione d'ufficio effettuata dall'Istituto Nazionale di Previdenza di tanti professionisti dotati di un proprio Albo e di una propria Cassa, tra i quali ci sono anche Avvocati, giovani e non, con redditi medio- bassi, aumenta in maniera esponenziale.

Perché non è diritto o giustizia ciò che limita la possibilità di una esistenza libera e dignitosa, che dovrebbe essere garantita dallo stesso Stato che oggi ci schiaccia (art. 3 della Costituzione). Chi ha ricevuto gli accertamenti deve combattere, bisognerebbe leggere le carte approfonditamente e cercare di arrivare ad una soluzione comune. "Bisogna bilanciare gli interessi, i valori". A questa iniziativa ha aderito anche l'Organismo Congressuale Forense, che ha condannato fermamente l'operazione "Poseidone 2" intrapresa dall'Inps ai danni di 800.000 giovani professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, medici, dottori commercialisti, ragionieri, geometri) che si sono visti recapitare avvisi di pagamento per migliaia di euro.

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