La Corte costituzionale conferma la riforma delle banche popolari

La Corte costituzionale conferma la riforma delle banche popolari

La Corte costituzionale conferma la riforma delle banche popolari

La riforma delle banche Popolari voluta dal governo Renzi passa indenne dalla Corte Costituzionale, che rispedisce al mittente come "infondate" le questioni sollevate dai ricorrenti e, soprattutto, lascia intatta la facolta' degli istituti di credito di limitare il rimborso ai soci che decidano di restituire le azioni: nessuna lesione al diritto di proprieta', ha stabilito la Consulta. La decisione della Consulta sancisce invece la costituzionalità del provvedimento. In attesa di conoscerne le motivazioni si può solo dire che la sentenza premia la stabilità del sistema, riforma delle Popolari compresa. La giustizia amministrativa dovrà comunque occuparsene ancora. Banca d'Italia ha redatto una circolare che estende la limitazione all'azzeramento del rimborso, con un rinvio sine die. Limitato inoltre il diritto di recesso: secondo la sentenza, le banche possono limitare i rimborsi dei soci in attuazione della normativa europea sui requisiti prudenziali. Il Consiglio di Stato non potrà fare altro che adeguare il proprio orientamento recependo a sua volta quello espresso dai giudici costituzionali sulle popolari.

Le uniche banche che devono ancora trasformarsi in spa sono la Popolare di Sondrio e la Popolare di Bari. L'istituto creditizio valtellinese ha accolto la notizia con preoccupazione perché vorrebbe mantenere una forma cooperativa legata al territorio, scorporando sì le attività bancarie in un'apposita spa, ma sottoposta a una holding appunto cooperativa.

Secondo quanto scrive La Repubblica questo potrebbe essere "l'atto finale di una riforma lasciata incompiuta dalla girandola dei ricorsi, che a fine 2016 hanno fatto sì che i banchieri di Sondrio e di Bari congelassero la conversione in spa imposta dalla norma a tutti gli istituti con attivi oltre gli 8 miliardi".

Chi invece non molla è l'avvocato che sta perorando la causa di un gruppo di soci della popolare lombarda, Francesco Savaerio Marini. "Siamo pronti ad andare alla Corte di Strasburgo. Se nella sentenza leggeremo che il rimborso si può escludere integralmente in caso di recesso del socio per la trasformazione in spa, ricorreremo, sperando in un giudice più lontano dal sistema istituzionale e bancario italiano". Con questa sentenza, spiega, si dice che "il sistema bancario e la sua stabilità prevalgono sui diritti dei risparmiatori e, in generale, del singolo". Che, a questo punto, dovranno correre per adeguarsi alle indicazioni della Corte, non appena saranno recepite dal Consiglio di Stato.

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