I contratti a termine dato più alto dal 1992

Istat, record di occupati a termine: sono 2,8 milioni

Lavoro, in terzo trimestre crescono posti, ma solo a tempo determinato

Il tasso disoccupazione nel terzo trimestre, quello estivo, è rimasto stabile all'11,2%, la stessa percentuale del trimestre precedente.

In un anno 100mila "scoraggiati" in meno L'Istat rileva poi la riduzione delle persone classificate come 'inattive', che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. Nel complesso, il mercato del lavoro italiano monitorato dall'Istat presenta "un quadro di crescita dell'occupazione, stabilità della disoccupazione e diminuzione dell'inattività".

Continua inoltre l'occupazione: nel terzo trimestre le persone a lavoro aumentano rispetto al trimestre precedente di 79 mila unità (+0,3%) che su base annua diventano 303 mila (+1,3%). L'Istat sottolinea che il tasso risulta stazionario dopo due cali consecutivi. Rispetto all'anno precedente, invece, la disoccupazione è diminuita di 0,4 punti.

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In particolare, nel terzo semestre le persone che hanno un lavoro sono aumentate di settantanovemila unità rispetto al trimestre prima, registrando anche un incoraggiante +0,3%.

Il tasso di occupazione sale al 58,1%, con un aumento di 0,2 punti percentuali. In termini di "qualità" dei contratti in essere, la rilevazione trimestrale Istat evidenzia un nuovo record storico per i contratti a termine: gli occupati a tempo determinato nel terzo trimestre del 2017 risultano pari a 2 milioni 784mila. Sarebbe, secondo l'Istat, il picco più alto dal 1992. Quindi si è toccato il valore più alto negli ultimi ventiquattro anni. Nell'ultimo trimestre crescono del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua. Più contenuto risulta infatti l'aumento tra i tempi indeterminati (+60 mila). Il lavoro dipendente nel suo insieme mette così a segno un rialzo di 402mila, in grado di controbilanciare la diminuzione degli "autonomi". Ma non è finita qui. L'Istat registra invece tra gli indipendenti una contrazione di 99 mila unità, sempre nel confronto annuo.

Guardando ai dati grezzi, non corretti per gli effetti di calendario, l'aumento degli occupati totalizzato nell'anno - +303mila - è spiegato soprattutto dalla crescita dei dipendenti a termine, che salgono di 342mila.

La quota degli occupati a tempo determinato preoccupa la Uil: "Spesso sono lavoretti - ha detto Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil - e bisogna anche verificare questo, troppe piattaforme digitali che mandano per tre euro babysitter a casa, per cinque euro coloro che vanno a guardare come sono state messe le merci nei supermercati, per cinque euro coloro che portano da mangiare a casa: non è buona occupazione".

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